Quando la buona sanità è a casa nostra: Francesco Liporace

Francesco Liporace è un infermiere, lavora allo Iannelli di Cetraro esattamente al D.H. Medicina (DH sta per Day hospital) . E ora che lo conosco bene è proprio un bravo infermiere. Dello stesso paese, era norma salutarci quando ci incontravamo, fratello poi di quel Marco, assessore comunale e anche lui infermiere (caposala) all’ospedale di Cetraro. Si occupa di medicina e anche di vulnologia. Cos’è? È quella branca medica che colpisce chi soffre di ulcere cutanee. Quelle dolorose, quelle che fanno male e che sanguinano. Quelle che ti portano a prendere antidolorifici che fanno sempre più male. Quando la pezza è peggio del buco. Ma a Cetraro si occupano pure di diabete e vi assicuro che la fascia di intervento è molto ampia.

Il sistema sanitario nazionale, specialmente in Calabria non ti mette nelle condizioni di poter decidere dove andare e cosa fare. E allora scopri che forse la soluzione ce l’hai proprio sotto casa. La storia che racconto è molto semplice: un paziente aveva lamentato dolorose piaghe alle gambe, ulcere cutanee di cui sembrava non trovarsi soluzione. Né professoroni né altri operatori sanitari erano riusciti a risolvere la situazione. Anzi alcuni spingevano per uscire fuori regione. Poi la decisione ambulatoriale di chiamare Francesco. Se ne parlava bene. Sempre disponibile bisognava solo riuscire a trovare uno spazio per risolvere il danno alle gambe. E con tanta tanta pazienza e lontano dalle terapie costose e dettate da professoroni, Francesco è riuscito a risolvere il gravoso problema. Un vanto per noi e per la sanità calabrese.

Antonello Troya

 

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