Sanità: i veri “eroi” non amano le luci della ribalta

Ho aspettato un po’ prima di riprendere l’argomento. Se i “nuovi eroi” sono le persone che sono accanto a noi e che godono delle luci della ribalta, oppure quelli che lavorano in silenzio. Sotto traccia. Risposta scontata. Scontatissima. A darmene conferma il presidente dell’ordine degli infermieri della provincia di Cosenza, Fausto Sposato, con cui ho scambiato due cordialissime chiacchiere alla luce del mio post sulla manfrina del “voi state in casa che fuori ci pensiamo noi” come se dovessimo dire grazie per un lavoro, onesto, professionale, ma un lavoro e quindi pagato. È il loro lavoro, quello che hanno scelto. Nessuno li ha costretti. Nessuno.

#eroiuncazzo scriveva una nota testata regionale alcune settimane fa riferendosi agli infermieri. Letta fuori dal contesto avrebbe lasciato intendere chissà cosa, chissà quale golpe nei confronti di una categoria che io considero in prima linea. E non sono da meno medici e ausiliari. Degli infermieri ne colgo le caratteristiche, le professionalità, il lavoro, l’impegno. Mai negato. E sempre valutato e segnalato. Chi mi segue sa quanti articoli ho fatto su Cetraro, Paola, Praia a Mare, Belvedere Marittimo. Ultimamente in modo particolare, dove il territorio è stato spesso violentato e martoriato da politiche regionali senza logica. Persone serie che fanno il loro lavoro? Certo. Ma non quelli che amano le luci della ribalta. Questo no. Non sarò mai complice di una politica becera fatta da personaggi malsani atta a illuminare vagabondi raccomandati che amano stare sui giornali e in tv, piuttosto che in corsia. E non invece chi lavora senza mai fermarsi, senza mai avere un minuto di riposo. Questi sono i veri eroi. Pensiero confermato anche nella nota del presidente dell’ordine quando, alla luce di una serie di interventi poco consoni alla professioni, si chiedeva agli iscritti di evitare forme inopportune di pubblicità sui social. Quelli che adesso gridano allo scandalo perché ho messo il dito nella piaga dolorante, sono gli stessi che si lamentano quando le procure denunciano i “furbetti del cartellino”. Gli stessi che hanno fatto finta di non vedere e che hanno chiuso gli occhi quando invece si sarebbe dovuto andare in procura. Gli stessi che parcheggiano al posto dei disabili e mostrano gli atteggiamenti da “boss di corsia”.

Per quanto riguarda i commenti a post, video, ecc. consiglio agli autori di prendere la decisione opportuna, perché, naturalmente a tutto c’è un limite e questa volta è stato ampiamente superato.

Antonello Troya

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