Belvedere, la casta dei medici attacca e chiama “vile scriba” chi contesta. Ma dimentica che lo stipendio d’oro lo pagano gli assistiti

Invece di scusarsi con i propri pazienti, utenti, assistiti come li vogliamo chiamare, i medici di famiglia passano all’attacco e denigrano chi si è “permesso” di contestare il loro orario di lavoro e le procedure. Dimenticando, i medici di famiglia, che sono proprio questi assistiti che permettono loro di guadagnare circa 105 mila euro all’anno, con stipendi da capogiro, che partono da 4.600 euro al mese, con un range che va dal 96 mila ai 190 mila euro all’anno. Mica bruscolini. E si permettono anche di chiamare “vile” scriba chi in verità di logica, ha detto ciò che sta accadendo: rapporti interpersonali manco a pensarci, ricette passate sotto una serranda, per non parlare del telefono. Mica si attrezzano diversamente. Macchè. Lo affermano tranquillamente: se trovate la linea bene, altrimenti vi arrangiate. E questi sarebbero l’anello di congiunzione tra il malato, presunto covid, e il successivo iter?

La verità è ben altra: sono esseri umani anche loro. Anche loro, in prima linea, hanno paura. Una fottutissima, dannata paura di beccarsi il virus. Ma chi glielo fa fare…. Si arroccano dietro dispositivi del Servizio sanitario nazionale che indica gli orari di lavoro. Guai a sgarrare. E per di più dicono anche che per evitare sanzionabili assembramenti, è meglio non stazionare davanti la porta degli studi. Purtroppo è stata una combinazione di date se oggi, domani e dopodomani saranno chiusi. Peccato. Poi il passaggio strappalacrime, con un pensiero ai colleghi che si sono trovati coinvolti, malgrado loro, nell’affrontare il virus. Mossa scadente e spregevole: forse loro non appartengono ad una casta. Chi ha mandato la lettera che, ribadisco, riflette in pieno quanto è accaduto e sta accadendo, ha solo cercato di capire perché gli assistiti fossero trattati alla stregua di appestati, di untori senza averne alcun primato. Se avete scelto di fare i medici è perché volete svolgere in pieno una missione: perchè non andate a fare i medici di base a Codogno… Peccato che Belvedere abbia spesso frainteso il ruolo del medico con quello del politico, elevando a statisti chi della retorica aveva scarse qualità.

Antonello Troya

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