Editoriale. Il “divide et impera” della Santelli spiazza il governo e l’opposizione regionale

Nel giorno in cui l’Italia tutta ricorda Aldo Moro, l’Italietta tutta diventa giurista, non tralasciando le specializzazioni raggiunte via social in virologia, comunicazione, ingegneria, architettura e anche, per chi può, quel tono di chef che non fa mai male;
In una giornata stretta dal Mes e dal 41 bis, e che ha visto anche la liberazione della volontaria finita nelle mani di chissà chi e liberata chissà dove. I misteri dell’italietta. Ma la notizia era la bocciatura da parte del tribunale amministrativo regionale dell’ordinanza della presidente Santelli in merito alla riapertura di bar e ristoranti. Ciò che Selvaggia Lucarelli aveva definito sul Fatto quotidiano “La rivolta del cappuccino”. Tutti a gridare allo scandalo. Jole, la Jole non poteva farlo “ci ha messo tutti in pericolo”. Gli stessi che ieri e l’altro ieri pure, hanno preso caffè e cornetto nei bar cittadini e commentato le vicissitudini di Sars e Virus vari. Il “divide Et impera” della governatrice ha portato invece ad un risultato. Ed è ciò che la Santelli voleva: dare la percezione trasformata in certezza delle mancanze del governo, quello stesso che riflette in una opposizione regionale, di certo ragguardevole, ma decisamente legata ancora alla clientela e al “volemose bene”. Figlia di un dio minore che risponde al nome di Mario Oliverio. La Presidente Santelli voleva che il governo aprisse gli occhi sulla difficile situazione economica calabrese? Fatto. Voleva la Santelli che il governo regionale riflettesse i timidi segnali di collaborazione della minoranza? Fatto. Ha diviso il fronte dell’opposizione? Si. Se non è politica questa. La Santelli non è nata ieri. Politicamente intendo. Deputata, sottosegretario e ora governatrice: sa come muoversi e non sarà di certo una sentenza (confutabile in ultimo grado) e metterla ko. Si mettessero l’animo in pace i leoni da tastiera, passati in un click da lecchini di sinistra a giuristi.
Antonello Troya

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