Editoriale: Sindaci incapaci e la teoria del branco

Beh diciamolo francamente: non siete dei bravi amministratori. Vi barcamenate tra bilanci mal fatti, fotocopia di quelli degli anni precedenti, e delibere costruite ad hoc. Figli di una clientela senza pudore, siete stati partoriti dal potente di turno che con il lungo andare vi ha forgiato, pretendendo benefici e piaceri. Al cittadino nulla o quasi, considerato solo se il parentato è di quelli che fanno la differenza. Onestamente nessuno ha stima di voi: l’elettore medio, quello che vive con lo stipendio, quello che fa i salti mortali per arrivare a fine mese, se ne fotte altamente se criticate gli organi esecutivi sovracomunali, se ne frega se il sindaco di questo o quel paese scrive, detta, interviene. L’elettore medio vuole sentirsi considerato: sentire che il proprio sindaco si batta per difendere la giusta causa che lo ha portato a sedere su quello scranno. Vuole pagare meno tasse, tributi, non vuole strisce blu, vuole la spiaggia libera, vuole un parco giochi, vuole spazi per giocare con i figli, vuole pulizia, decoro e partecipazione alla vita pubblica. E invece rispondete come animali in un branco. Guidati da un “maschio alfa” ancora non mostrate di avere “palle”, carattere e coraggio di affrontare le questioni di petto e quindi vi nascondete dietro una firma su un documento, su una lettera che sapete benissimo che nessuno leggerà mai se non qualche sfigato sui social, figlio di una politica lecchina e malata di protagonismo. Invece di dare ad ogni argomento la giusta importanza vi impegnate con tutte le vostre forze a fare selfie e a sparare la giusta dose di cazzate al giorno. Siete il male della politica: siete quanto di peggio possa aver partorito questa logica condita di favori e piaceri. Come in un branco seguite il primo che telefona, scrive, informa. E scommetto che nemmeno sapete di che si tratta. Basta il messaggino sull’app e tutto si risolve. La clausura dettata dalla quarantena non vi sta facendo cogliere alcuni aspetti sociali di primaria importanza: fra tutti le grida di aiuto della gente. Quella stessa gente che al momento opportuno saprà ricordare.
Antonello Troya

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