Omicidio Aneliya Dimova. Sul banco degli imputati Andrea Renda (nella foto), 32 anni, accusato di aver ucciso la donna la scorsa estate nel centro storico di Belvedere Marittimo. Si è tenuta una udienza nel corso della quale si è discusso della richiesta avanzata dall’avvocato dell’imputato, Alberto Grimaldi, del rito abbreviato condizionato. Il pubblico ministero, Maria Francesca Cerchiara, si è opposta. Stessa presa di posizione dall'avvocato Eugenio Greco, che ha formalizzato la costituzione di parte civile, rappresentata dal figlio della vittima, Ivan Dobri Dobbrey. L'opposizione al rito abbreviato condizionato deriva dal fatto che all'imputato, fra l'altro, viene contestata la circostanza aggravante dell’aver agito per motivi abietti o futili.

Su tale opposizione, l'avvocato dell'imputato, Grimaldi, ha evidenziato la possibile nullità della circostanza aggravante. Seppur richiamata la norma di legge che prevede la nullità, secondo l'avvocato Grimaldi, “non è dettagliata in termini fattuali” e tutto ciò determinerebbe la nullità ai sensi dell'articolo 517 del codice di procedura penale che regola il “Reato concorrente e le circostanze aggravanti”. Da qui la richiesta al Gip, Rosamaria Mesiti, di emendare, nei suoi poteri, l'imputazione dall'aggravante contestata in modo da consentire l'accesso al rito abbreviato. In alternativa, l'avvocato dell'imputato Andrea Renda, ha sollevato anche una questione di legittimità costituzionale. Tale aggravante, ha sottolineato l'avvocato Grimaldi, contestata in maniera laconica dal pubblico ministero, consentirebbe allo stesso Pm di impedire l'accesso al rito abbreviato, pur essendo nulla. Si verificherebbe una sproporzione tra i poteri del pubblico ministero e quelli della difesa; situazione che andrebbe a violare gli articoli 24 e 111, della Costituzione, oltre che l'articolo 6 della Costituzione europea dei diritti dell'uomo. Il legale dell'imputato ha quindi sollecitato il Gip, Rosamaria Mesiti, a rimettere gli atti alla Consulta, in subordine. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto di consentire al Pubblico ministero di interloquire ed ha rinviato a domani l'udienza. Ricordiamo che ieri il Pm di udienza era Maria Francesca Cerchiara, mentre il Pm titolare dell'indagine è Rossana Esposito.

Fonte Mio Comune

Nel giorno in cui il commissario dell’Asp cosentina, La Regina, arriva in riva al Tirreno per discutere del futuro del plesso ospedaliero, l’erogazione dell’acqua viene interrotta per eseguire alcuni lavori che riguardano la rete idrica. Solo che di questi lavori, sembra che nessuno ne fosse a conoscenza, dalla direzione sanitaria agli uffici pubblici comunali. Sarebbe interessante sapere se i più titolati dr. Cordasco, direttore sanitario f.f., il dirigente dell’ufficio tecnico ing. Capristo e la direttrice del distretto, dott.ssa Riccetti, fossero a conoscenza del grave deficit.

Si insomma nella forma più classica “alla calabrese”, il “chissenefrega” del lavoro dei medici, operatori sanitari e soprattutto dello stato dei malati ha avuto ancora una volta la meglio. La struttura è rimasta senza acqua tutto il pomeriggio di ieri e la notte appena trascorsa. Con grande rabbia di chi ha dovuto sopperire ad una mancanza dettata dalla incapacità di organizzare simili interventi.

Si, insomma, macchinari fermi e tanta pazienza, nell’attesa che i serbatoi entrassero in funzione. Eppure il commissario La Regina ieri ha parlato del rilancio dell’ospedale, secondo almeno quanto hanno detto il sindaco Cennamo e il consigliere regionale Aieta.

Si è discusso di Punto Nascita e terapia semi intensiva. Oggi dovrebbero arrivare nuove apparecchiature tecnologiche e letti. Dovrebbero, appunto. 

Antonello Troya

Una tragedia annunciata. Quel che sta succedendo in provincia di Cosenza non ha dell’incredibile, sta semplicemente succedendo quel che tutti avevano predetto nei tempi opportuni. Ne hanno parlato tutti, giornali, televisioni, politici, addetti ai lavori, pazienti, semplici cittadini. Tanti proclami, tante promesse, di fatto nulla. Senza sanità eravamo prima della pandemia, senza sanità siamo con la pandemia. No, non ci siamo fatti trovare impreparati alla seconda ondata, semplicemente le cose sono rimaste le stesse di prima, perché così è a queste latitudini da sempre. Non è il covid che ha distrutto la sanità calabrese, lui semplicemente ha accelerato il processo rendendolo visibile. Diritto alla salute negato ai Calabresi, e ancor di più ai Cosentini. Qui si muore nelle ambulanze per mancanza di posti letto, ma anche se questi ci fossero il personale medico, paramedico e macchinari annessi per ogni paziente non ci sarebbero. Non si assume personale medico, causa blocco turn over per commissariamento, e i pochi addetti alla cura del malato non hanno più forze fisiche e mentali, da oltre un anno stanno facendo turni massacranti per cercare di sopperire alle più e più volte denunciate carenze sanitarie ai vertici dello Stato. Tutti sanno. Anche la Magistratura. Ma nulla cambia. Dopo aver assistito al balletto per trovare il successore del Commissario Cotticelli, diventato spettacolo nazionale, nessun “miracolo” è successo con il nuovo Commissario, Longo. Ultime eravamo e ultimi siamo. Ma così non la pensa Figliulo che in visita in Calabria nei giorni scorsi si è dichiarato soddisfatto di quanto si sta facendo. Chissà dov’è stato!

I Liberaldemocratici Italiani denunciano ancora una volta la totale mancanza di sanità in Calabria ed esprimono forte disappunto nei confronti di questa Politica che poco ha fatto e nulla fa per ridare dignità ai malati, costretti a subire tutte le più inimmaginabili angherie per ricevere un minimo di cure. TERZO MONDO? No, mondo inclassificabile. Qui l’immunità di gregge la raggiungeremo presto, molto presto, e senza vaccini. Purtroppo.

Esprimono anche tutta la loro solidarietà in primis agli operatori sanitari che sono costretti a lavorare in condizioni inumane e con i pochi mezzi a disposizione, e ringraziano di vero cuore i responsabili di tale scelleratezza. Sono diventati carne da macello. Annunciano nel contempo che il tempo di stare a guardare è finito e che si faranno promotori di iniziative forti a favore della buona sanità, quella che da queste parti pare essere un’utopia, ma che nelle altre regioni italiane è realtà. CHIEDONO pertanto a Longo, al Ministro della Sanità, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica di intervenire immediatamente nella riorganizzazione del piano sanitario Calabrese e di mettere fine a questa vergogna di sanità. Tutto il resto è già stato detto.

Coordinatore Provinciale e coordinatore del circolo di Cetraro

Francesca Occhiuzzi

Da maggio l'area fiera sarà pienamente fruibile e il mercato settimanale non alimentare avrà la sua ricollocazione liberando al traffico via Carlo Alberto Dalla Chiesa. L'amministrazione comunale con in testa gli Assessori Russo e Lombardo e il consigliere Angona, comunica di aver concluso tutto l'iter per le modifiche strutturali e organizzative dell'area fiera. Oltre ai lavori di bitumazione, preceduti dalla risoluzione della problematica relativa alla stagnazione delle acque piovane, è stata completata la nuova planimetria per determinare gli spazi destinati ai commercianti ambulanti a posto fisso per il mercato del lunedì e per le fiere in occasione delle feste patronali. Il tutto è avvenuto con il totale coinvolgimento delle associazioni di categoria che hanno potuto apprezzare lo spirito di ascolto e condivisione che l'amministrazione ha voluto da sempre manifestare per la ricerca di soluzioni ampiamente concordare. L'area così come concepita potrà essere destinata ad altri usi oltre quello del mercato settimanale e, in questo modo, andrà a garantire ordine e sicurezza all'interno liberando, al contempo, una importante arteria viaria come via Carlo Alberto Dalla Chiesa soggetta a traffico intenso soprattutto nei mesi estivi. Un risultato raggiunto con il pieno coinvolgimento della maggioranza consiliare e delle parti interessate che consegna alla città e al comprensorio un'area riqualificata e più funzionale.

 Il virus Covid non allenta la morsa sulla Calabria. Anche nelle ultime 24 ore si è superata la soglia dei 500 (540) nuovi positivi, come accade ormai da giorni, con un rapporto tamponi-positivi del 14,26%. E non si ferma neanche la triste conta delle vittime. Altre sei vanno ad aggiungersi al lungo elenco, fatto adesso di 916 nomi. Crescono ancora i ricoveri: 5 in area medica (476 con un tasso di occupazione dei posti letto del 49% per effetto dell'aumento dei posti disponibili, passati da 951 a 963 secondo i dati Agenas) e uno in terapia intensiva (44, con un tasso di occupazione del 29%, 1 punto sotto la soglia di criticità). 

La Corte di Cassazione ha definitivamente condannato a sette anni Luigi Amoruso per il tentato omicidio di un medico avvenuto a Crotone il 4 dicembre del 2018. Erano passate da poco le ore 14 del 4 dicembre del 2018 quando Amoruso, 52 anni, si scagliò contro la dottoressa Maria Carmela Calindro che era appena uscita dall'ospedale e stava aprendo la sua auto per tornare a casa.

È stato siglato un nuovo accordo tra la Regione Calabria e i medici di medicina generale che, nei fatti, estende la precedente convenzione includendo nuove categorie da sottoporre a vaccinazione. L'accordo siglato qualche mese fa coinvolgeva infatti i medici di base nella sola somministrazione dei sieri alla popolazione over 80. La nuova convenzione prevede una estensione alle categorie che i medici da oggi in poi potranno prendere in carico: non solo over 80 ma anche over 70 e pazienti fragili. Ma l'accordo prevede anche un'altra importante clausola, dispone infatti il coinvolgimento sine die dei medici di base senza dover di volta in volta intavolare una trattativa che includa nuove categorie.

 

 

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