Splendida iniziativa dell’associazione “Amici infermieri” di Belvedere Marittimo. A partire da oggi sarà possibile effettuare il test rapido (tampone) ai malati oncologici. Chi ha accesso alle terapie oncologiche e sicurezza in ospedale può segnalare le proprie necessità all’associazione “Amicinfermieri” per essere sottoposto al test rapido. “La pandemia – hanno spiegato dagli uffici del centro – non deve ostacolare le terapie oncologiche. Dobbiamo proteggere il paziente la cui malattia lo rende particolarmente vulnerabile in caso di infezione”. Si può contattare l’associazione al nr. 345 5824799 o recarsi presso gli studi di via Fiorillo.

An.tr.

«Il commissario Longo, in tour con la Protezione civile guidata da Fortunato Varone, ha recuperato, insieme ai commissari della provincia di Cosenza, 50 posti ad Acri, Rossano e Cetraro, più quattro posti di terapia intensiva, e altri se ne aggiungeranno». Lo ha reso noto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, a margine dell’inaugurazione dell’hub vaccinale dell’Ente Fiera di Catanzaro, rispondendo alle domande dei giornalisti sull'aumento dei contagi e sulla saturazione dei posti letto ospedalieri che si sono registrati negli ultimi giorni nella provincia di Cosenza. A sua volta, il commissario ad acta della sanità calabrese, Guido Longo, ha spiegato ai giornalisti “la situazione a Cosenza dovuta alla recrudescenza della variante inglese”.

 

Cambiano i protagonisti ma la sceneggiatura rimane sempre la sessa. Interessi, consensi e clientele anche adesso che siamo in piena pandemia. I numeri a Belvedere Marittimo di malati di Covid volano. E volano anche le imprecazioni di chi in questa situazione ci sta perdendo. E anche di brutto. Alla data odierna il Comune di Belvedere ci fa sapere che sono 18 i malati, 15 in quarantena e 3 ospedalizzati. Quindici: un numero che potrebbe essere esiguo, ma deciso se si considera che un focolaio è scoppiato proprio in ambito familiare. Ed è ciò che Riccardo Ugolino, di Belvedere Cambiaverso, ha voluto rilevare con una nota al primo cittadino. “Se ci fosse stato il Covid Hotel, questo non sarebbe accaduto”, secondo l’ex vicesindaco.

Forse, ma forse no. Fatto sta che Ugolino tira la volata al Covid Hotel tanto pubblicizzato a fine del 2020 e mai avviato forse perché il sindaco e i cittadini residenti nel centro storico di sicuro non vogliono persone, amici e parenti potenzialmente portatori del virus. Si tratterebbe di chiudere nell’ex Casa di Cura Spinelli, affidata dal tribunale fallimentare a Maurizio Arci, i malati. Struttura poi, come scriveva Arci a fine dello scorso anno, dotata di tutti i comfort.

E allora perché non prende il via il piano di assistenza? Di certo non per poche competenze: a Maurizio Arci, patron dell’Aias, in tema di assistenza ai disabili non lo batte nessuno.

Forse il piano di Riccardo Ugolino, più volte vicesindaco, è più complesso: mettere contro Cascini Maurizio Arci, che ha dalla parte sua la famiglia Filicetti, tra cui la compagna Maria Rachele e Pasquale, ambedue assessori dei tempi d’oro (quelli di Granata per intenderci).

Ma c’è di più Pasquale Filicetti è zio di Mariarosa Scavella, attuale assessore ai servizi sociali e al walfare che, dal canto suo, riesce ancora a mantenere saldo il suo ruolo. Giochini di altri tempi. Appunto.

Antonello Troya

l presidente ff della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha emanato una nuova ordinanza che dispone la "zona rossa" per i Comuni di Acri, Altomonte, Crosia e San Giovanni in Fiore e Cutro (Crotone). L'ordinanza ha validità dalle ore 5 del 13 aprile a tutto il 26 aprile.

Nel primo giorno del ritorno della Calabria in fascia arancione, sono 226 i nuovi positivi (ieri erano 593), riscontrati nelle ultime 24 ore con un numero più basso di tamponi (1.497). Tre i decessi che portano il totale delle vittime dall'inizio della pandemia a 906.

Per la tragedia delle gole del Raganello, dove a causa di una improvvisa ondata di piena il 20 agosto 2018, morirono dieci persone (nove escursionisti e una guida), sono stati rinviati a giudizio il sindaco di Civita Alessandro Tocci e Marco Massaro e Giovanni Vancieri, amministratori unici di due agenzie turistiche. Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Castrovillari, Biagio Politano dopo una camera di consiglio durata poco più di due ore.

Una famiglia di Cosenza é stata multata perché sorpresa a fare un rally sulla spiaggia di una delle baie più belle del Salento a Porto Cesareo. La famiglia calabrese, padre madre e due figli entrambi minorenni, é stata immortalata dalle telecamere dell'Area marina protetta di Porto Cesareo nonché da diversi residenti, mentre scorrazzavano su dune e arenile a bordo di un potente suv .

 

Atti aziendali che non si conoscono. E si grida quella vittoria da dare in pasto agli stupidi. Si, perché per la politica, e per i due sindaci in particolare, Ermanno Cennamo e Antonio Praticò, il Tirreno cosentino è popolato da stupidi. O meglio. Loro, i sindaci, pensano sia così. Come un branco di pecore, cui permettere di brucare l’erba e poi da far tornare all’ovile. Con tanto di bastone. E certo: per loro la moglie di Cesare deve essere sempre illibata. E quindi, convinti che il commissario abbia giocato a loro favore, si dimenano sui social ringraziando a piè pari chi ha permesso di far rinascere la sanità sul Tirreno cosentino. L’importante è che si gridi vittoria.

Nulla di più falso. Le bugie hanno le gambe corte. E a ricordarlo a Praticò e a Cennamo ci hanno pensato rispettivamente Antonino De Lorenzo e Giuseppe Aieta. Sembrava che tra i rispettivi sindaci e capi della minoranza consiliare fosse stata sottoscritta una sorta di pace armata. Macché: sono bastate poche righe pubblicate sui social che hanno fatto scatenare l’inferno. E qui non si tratta di seppie lavate nelle cucine delle strutture pubbliche, ma di vere e proprie prese per i fondelli. Quanto pubblicato dal commissario La Regina ricalca perfettamente il vecchio piano aziendale, quello del 2017, che vede la suddivisione dei reparti tra Paola e Cetraro, di Pronto Soccorso e Medicina, e Praia a Mare che diventa Casa della salute, il conosciuto decreto 64. Solo che adesso, in pratica, c’è solo la verifica della disponibilità economica e finanziaria. Il commissario La Regina non ha fatto altro che una mappatura della rete ospedaliera. Il commissario ad acta potrebbe modificarlo, appunto potrebbe, ma solo che è accaduto il prevedibile “copia e incolla”: a Praia a Mare Chirurgia generale con 20 posti letto, da complessa a semplice, i dipartimenti divengono strutture semplici. La medicina e gastroenterologia vengono soppresse. L’unico dato positivo è che la lungodegenza passa da sei a dieci posti letto. Addio a Chirurgia e alla Direzione Sanitaria. E addio anche alla sanità sulla costa.

Grazie sindaci!

Antonello Troya

 

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