Tra sound e poesia, tra sapori mediterranei e sonorità. “Britium ars collective” ha presentato il nuovo brano, “Tra memoria e oblio”, realizzato da tre “mostri sacri” delle sonorità locali e nazionali: Fabrizio La Fauci, Salvatore Cauteruccio e Francesco Cairo.

“Restaci sul tuo confine per salvarti l‘anima”, recita un ritorno della voce di Francesco Cairo, cultura jazz e studi fatti a colpi di 33 giri di James Brown e Pino Daniele. Come dal musicista partenopeo arriva l’impronta di Fabrizio La Fauci e l’espressione musicale di Orazio Sparano. La fisarmonica è affidata a Salvatore Cauteruccio, i cui tocco è decisamente impressionante per le sfumature di sentimento dello strumento.

Dal testo viene fuori tutta la consapevolezza di chi ha vissuto e vive l’esperienza sociale come un viaggio. Non solo cuore, ma anima e corpo. Il brano, realizzato in collaborazione con Rainroom studio, vede la partecipazione di Francesco Cairo, chitarre voce synth e programmazione, Fabrizio La Fauci, batterie e programmazione, Salvatore Cauteruccio, fisarmonica, Pino La Fauci, Francesca Liporace, Paola Failla, Orazio Sparano, Mathias Rat cui è stato affidato la realizzazione del video (regia, fotografia e montaggio). Il mixaggio è di Luigi Gaetani per Farm Studio. Consulenti Frank Marino e Mauro Formica.

Antonello Troya

Oggi martedi 30 marzo 2021 dalle 11 alle 14 si svolgeranno le lezioni del Corso di Laurea Magistrale in Intelligence dell'Università della Calabria con la presentazione del libro di Giovanni Fasanella (scritto con José Mario Cereghino) “Colonia Italia. Giornali, radio e tv: così gli inglesi ci controllano” (Chiarelettere).
 
Introduce Mario Caligiuri, titolare dell'insegnamento "Intelligence, educazione e sicurezza".
 
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L’istituto Lopiano si conferma ancora una volta all’avanguardia nel trattare/proporre alla comunità scolastica tematiche di assoluta attualità ed interesse. Nei giorni scorsi si è confrontato con la scienza. Ad un seminario in modalità on line hanno partecipato tutti gli indirizzi della sede centrale dell’Istituto: il Liceo Artistico, il Liceo Classico, Il liceo scientifico, il liceo scientifico sportivo, l’Istituto tecnico Logistica e Trasporti. Grazie all’investimento e alla lungimiranza della scuola diretta dal Dirigente Graziano Di Pasqua hanno potuto partecipare in contemporanea più di 200 persone tra alunni e docenti. Il tema del seminario è stato: ”L’immunità come arma della medicina: dai vaccini all’immunoterapia”. Il relatore è stato il Dottor Achille Anselmo, calabrese di origine ma milanese di adozione, dove lavora da diversi anni come ricercatore, in campo prevalentemente in campo immunologico, presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Il Dottore Anselmo vanta numerose pubblicazioni, ha inoltre al suo attivo numerose opere sulle maggiori riviste medico-scientifiche. Il seminario è strato fortemente voluto dal Dirigente Prof. Graziano Di Pasqua ed è stato possibile grazie alla disponibilità dell’Istituto Humanitas che ha accolto con entusiasmo iniziativa e ha reso pertanto possibile l’incontro. I temi trattati sono stati: la storia della medicina soprattutto sotto l’aspetto immunologico, il sistema immunitario, i virus, la malattia da covid-19, le diverse tipologie di vaccini, l’immunoterapia in campo oncologico. Grande interesse mostrato dagli studenti che hanno posto numerose domande al relatore tanto che l’incontro si è protratto ben oltre la durata prevista.

 

Depistaggio e disinformazione. Federico Umberto D’Amato era una spia. Ufficialmente era un funzionario pubblico (dipendente del ministero degli interni), ma in realtà era una spia. Una di quelle con capacità di gestire un potere enorme, straordinario, esercitato sottobanco, controvento, a partire dal dopoguerra.

Lo scrittore Giacomo Pacini lo ha inquadrato nel suo libro “La spia intoccabile - Federico Umberto D'Amato e l'Ufficio Affari Riservati”, presentato in streaming al “Corso di Laurea di Intelligence e analisi del rischio”. Pacini spiega chi fosse questa spia e quale ruolo avesse all’Ufficio Affari Riservati (Uar), di cui fu il responsabile per parecchi anni. Ad aprire i lavori il coordinatore del corso di Laurea, il prof. Mario Caligiuri (nella foto in basso), che ha spiegato le linee guida del libro di Pacini. Soprattutto del ruolo che ebbe D’Amato in Italia e degli interventi dell’ufficio affari riservati (Uar) in Italia e nel mondo. Un organismo che depistava e reggeva le sorti di una nazione che usciva da un periodo bellico che l’aveva piegata.

Mario Caligiuri

E quindi pronta di riprendere quel ruolo di spartiacque tra Oriente e Occidente. Un ufficio ritenuto responsabile tra le più ordite e spregiudicate opere di spionaggio tra partiti politici, movimenti extraparlamentari e sindacati. Qui parliamo di estremisti di destra, anarchici che hanno dettato le regole per parecchi decenni. Nell’ombra. Come il settore dei servizi segreti prevedeva. E che ha organizzato stragi e piazzato bombe tanto per destabilizzare il “sistema”. Un “doppio Stato” dettato da un uomo, D’Amato, “cerniera” tra l’Italia e i servizi segreti atlantici, con lo scopo di sovvertire lo stato sociale e militare. Non golpe ma uno “Stato parallelo” che agiva in un modo del tutto autonomo. Con una legittimità che non possedeva perché non esisteva. Pacini ha parlato del protagonista del suo libro come una “anima nera” della Repubblica che tutti temevano perché possessore dei segreti dell’Italia del potere. Un maestro dell’Intelligence Federico Umberto D’Amato, con pari peso di rispetto in casa nostra come al di là dell’Atlantico. Un seminario che gli studenti hanno apprezzato in modo particolare, per i temi trattati e per gli interventi qualificati di Alessandro Giacone e Miguel Gotor che sono succeduti.

Antonello Troya

 

Un narratore alle prese con le sue amnesie, una ragazza scomparsa nel nulla, un segno mistico che apre a nuovi universi, una Calabria in cui tutti possono riconoscersi. Sono questi gli elementi salienti di “Oltrepassare”, il nuovo romanzo di Martino Ciano, pubblicato dalla A&B Editrice, casa editrice siciliana del gruppo Bonanno.

C’è l’alto Tirreno cosentino con i suoi pregi, difetti e disastri; c’è la voglia di oltrepassare il limite dei propri pregiudizi; c’è la necessità di ricercare nuovi linguaggi che vadano al di là del semplice racconto; c’è il bisogno di esprimere le proprie emozioni a tutto tondo. Su questi temi, l’autore e giornalista tortorese ha voluto incentrare il suo breve romanzo, che esce a tre anni di distanza dal distopico Zeig.

“Attraversiamo una vita che è un sogno – si legge nella quarta di copertina - e ogni nostro risveglio è solo una caduta che ci stordisce, che ci fa piombare in un altro sogno. Oltrepassare è quindi accettare il destino e accettare è come fare luce sulle ombre che ci perseguitano. E così, in questo romanzo in cui tutto si intreccia, si spezza e si ricongiunge per frantumarsi nuovamente, la vita di ognuno è un sogno a occhi aperti, un dolce dramma, una ironica tragedia in cui nessuno vince o perde. Il silenzio è una filosofia di vita, lo stupore è uno schiaffo alla volontà di potenza ed esistere è una scommessa. In principio era il segno, poi la parola... infine, l'impossibilità di comunicare il proprio disagio”.

Martino Ciano (1982) è giornalista e direttore responsabile di DigiesseNews, testata giornalistica dell’emittente radiofonica Radio Digiesse di Praia a Mare. Vive a Tortora, primo paese dell’alto Tirreno cosentino. Scrive di letteratura e filosofia sulle webzine L’Ottavo, Zona di Disagio, Gli amanti dei Libri, Suddiario, Libroguerriero e sul suo blog BorderLiber. Nel 2018 il suo esordio letterario con Zeig.

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