'Tanto gli faccio gol, comunque'

Erano otto. Otto le partite vinte dalla Juventus dall’inizio del campionato. Prima indiscussa in classifica. Erano i tempi di Platini, Maradona. E la tv trasmetteva ancora ’90 minuto. C’era la Rai con Enrico Ameri alla radio e Giamperio Galeazzi in televisione, che entrava negli spogliatoi e intervistava i giocatori in asciugamano. Tempi che i biglietti allo stadio erano pagati ancora in lire. E una partita come Napoli-Juventus era una di quelle che il biglietto lo pagavi anche 100 mila lire. E poi magari lo incorniciavi. Eh si… ne sarebbe valsa la pena. Calcio di punizione, come si diceva una volta “in seconda”. La barriera a pochi metri. Nessuno avrebbe scommesso sul tiro diretto in porta. Impossibile. Per gli altri, ma non per il "Pibe de oro". Troppo pochi secondo i giocatori del Napoli. Bruscolotti sul pallone, accanto Maradona, indicato per batterlo. “Diego, ma la barriera è troppo vicina….” Chiosò Bruscolotti. Maradona, tra un napoletano acerbo e un argentino sguaiato …. “Tanto gli faccio gol… comunque”. E divenne leggenda. 

Antonello Troya

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