++ EDITORIALE ++ Caro sig. sindaco di Cetraro, Ermanno Cennano, adesso dimettiti

Caro sindaco, caro Ermanno. Mi permetto di scriverti questa mia perché come italiano, come utente-paziente sono stanco di veder umiliati amministratori che lavorano per il proprio paese, assumendo posizioni spesso al limite della umana comprensione. È diventato un balletto. Una farsa, una indecente messa in scena da parte di chi ha abusato della buona fede degli amministratori locali come te. Ti conosco dapprima come assessore e ora da sindaco. Ho raccontato lustri e lustri di impegni, successi, mortificazioni e anche sconfitte, del tuo paese come di tanti altri. E ancora dopo anni e anni continuiamo a vivere e a registrare le ennesime prese in giro da parte di quattro patetici sbruffoni messi lì dal solito via vai di accomodamenti politici.

Adesso ritengo che sia arrivato il momento che tu prenda una posizione, lontano dalle dicerie da bottega e dalle chiacchiere da bar che i commissari o i dirigenti sono soliti fare.

L’ospedale è allo sbando: per quanto si possa dire pediatria non c’è e non la apriranno mai, dialisi è mancante di medici e infermieri, per non parlare di medicina, chirurgia e tante altre branche.

Sei rimasto solo: Giuseppe Aieta e Graziano Di Natale giocano a fare i politici: i loro interventi sono atti dovuti da dare in pasto alla stampa di regime. Degli altri sindaci nemmeno a parlarne. Il tuo collega di Paola tace. Tace e tace. La chiesa pensa solo all’8xmille e a incamerare beni. L’associazionismo rimane muto. Rimangono i dipendenti, gli operatori, gli Oss, gli infermieri che vivono di questo ospedale e che soffrono di tutto ciò.

Rimetti il mandato: dimostra quanto forte sia il tuo pensiero e la tua buona fede.

Antonello Troya

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