++ ESCLUSIVO ++ Belvedere, intervista ad Hakim Dezaz, il vigilante gambizzato: ‘La pistola puntata in faccia. Che si inceppa. Ho visto la morte’ (audio)

 Prima la minaccia: “Chiedi scusa al mio amico”. “Ma perché dovrei chiedere scusa al tuo amico”, dice Hakim con voce decisa. In quel momento si vede la pistola puntata in faccia. E succede il finimondo. Si passa alle vie di fatto. La pistola si inceppa. Ma una volta va a segno. E il proiettile finisce vicino al ginocchio del giovane marocchino. 

Hakim Dezaz, questo il nome del buttafuori di 38 anni di origine marocchina, era stato chiamato per svolgere il suo servizio di vigilante al Malì di Belvedere Marittimo. Una operazione di routine. Con il suo collega. In due come sempre. Fare i buttafuori in un locale non è semplice, ma stavolta sembrava diverso.

Una situazione, racconta Hakim, che a primo acchito sembrava tranquilla. “Alla chiusura mancava una mezzoretta. Queste persone – racconta - stavano bevendo senza aver fatto lo scontrino. Il proprietario mi ordina di andare a vedere cosa fosse accaduto. Mi avvicino al barista che mi indica il gruppo che stava bevendo senza pagare e che facevano i prepotenti. Mi sono avvicinato e ho detto che dovevano pagare per bere, altrimenti se ne sarebbero dovuti andare”. 

La risposta secca di uno di loro: “Tu non capisci con chi sta parlando. Vieni fuori con noi”. Io ne parlo con il mio capo che mi consiglia di lasciare stare. “Fanno sempre casini”, dice. “A quel punto – dice ancora - il tipo mi si avvicina e mi fa vedere la pistola”. Dopo alcune parole si passa ai fatti: due, tre, quattro colpi ma la pistola si inceppa. “Dopo tre o quattro volte – racconta - è partito un colpo ma non so deve è andato. E in quel momento scoppia la rissa. Bottiglie, sedie “con tutta la cattiveria” dice Hakim. “Nessuno è intervenuto. Hanno tutto Belvedere sotto controllo. Non ho mai visto una cosa del genere. Ho chiamato i carabinieri. Sono spariti appena hanno visto i lampeggianti”.

Hakim viene trasportato in ospedale con un taglio di sette punti in testa e una pallottola nel ginocchio. Ma la paura per quanto avvenuto è tanta: “Ha tentato di spararmi in faccia. Per fortuna che la pistola si è inceppata”. E questo si chiama tentato omicidio.

Antonello Troya

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