Operazione 'Katarion': per Ciriaco Casella la Cassazione annulla senza rinvio

OPERAZIONE KATARION ANNULLAMENTO SENZA RINVIO DALLA CASSAZIONE PER CASELLA CIRIACO

 

Buonvicino.  La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’avvocato Francesco Liserre, ha disposto, in favore di Casella Ciriaco di Buonvicino, l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Catanzaro con la quale veniva rigettato, con ulteriore condanna alle spese, il ricorso interposto dal medesimo indagato avverso l’ordinanza genetica emessa dal G.I.P. Distrettuale di Catanzaro, nell’ambito della nota Operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, denominata “ KATARION”.

In particolare, la Cassazione ha annullato senza rinvio, eliminandola, la condanna alle spese disposta nei confronti del Casella dal Tribunale catanzarese che aveva rigettato la richiesta di riesame, confermando l’ordinanza del Gip Distrettuale di Catanzaro. Per questo procedimento, nel mese di marzo, il Casella veniva raggiunto dall’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari per fatti in gran parte già oggetto di una precedente operazione antidroga risalente agli anni 2015- 2016, compiuta dalla Procura di Paola e meglio nota come Operazione Murales. Pertanto, poiché già da qualche tempo l’indagato si era trasferito ad Ivrea per ragioni di lavoro, il Gip Distrettuale di Catanzaro disponeva, dinanzi al Giudice di quella città, l’interrogatorio di garanzia per rogatoria. In quella sede, l’avv. Liserre, produceva una serie di documenti che determinavano, lo stesso GIP Distrettuale, a sostituire l’originaria misura degli arresti domiciliari con il divieto di dimora in Calabria. Nel contempo, il difensore interponeva istanza di Riesame al Tribunale della Libertà di Catanzaro che, a seguito della camera di consiglio, rigettava il ricorso condannando il Casella alle spese processuali. Avverso tale provvedimento, l’avv. Liserre ricorreva in Cassazione con un unico e articolato motivo, accolto dai Giudici della Sesta Sezione Penale della Suprema Corte che hanno disposto l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro, eliminando la condanna alle spese processuali disposta dai Giudici catanzaresi nei confronti del Casella.

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