Diamante: il vescovo bacchetta Magorno. Processioni: “Avrei preferito una sua chiamata”

Ernesto, l’uomo di sinistra ma militante cattolico, non riesce a tenere un buon rapporto con l’episcopato calabrese. Ma soprattutto con il vescovo della diocesi San Marco-Scalea, mons. Leonardo Bonanno. La lettera inviata ai parroci di Diamante per far si che si potessero organizzare e realizzare le due processioni del 12 e 15 agosto, non deve essere piaciuta molto a Mons. Bonanno il quale ha preso carta e penna e ha inviato una risposta al sindaco di Diamante. Il presule si chiede come mai non sia stato contattato in prima persona dal primo cittadino di Diamante: “Avrei gradito sentirLa, o avere un Suo scritto in merito, come avvenuto di recente”. Bonanno nella lettera evidenzia come “la ripresa delle attività pastorali, e delle manifestazioni religiose pubbliche in particolare, dovrà essere necessariamente graduale, limitata dalle misure per la tutela della preminente salute pubblica, dovendo seguire anche le linee – guida della Conferenza Episcopale Calabra. In ottemperanza a quanto sopra non si è tenuta in Diocesi la processione del Corpus Domini né si potevano programmare quelle dei mesi successivi”.

“Egregio Senatore, - scrive in ultimo il vescovo - l’itinerario devozionale del cristiano e quello di una comunità postulano comunque una interiorità e/o  una religiosità  fatta  di verità, onestà, solidarietà, ecc… favorendo la civiltà dell’Amore; così come la Santa Vergine desidera essere onorata soprattutto nei nostri cuori e nelle nostre famiglie. Verrà il tempo, lo speriamo, della ripresa delle processioni, che conservano una  valenza sociale antica, anche se da rinnovare per le accresciute esigenze di una testimonianza più credibile da offrire al nostro popolo, anche a Diamante”. Non è la prima volta che Mons. Bonanno striglia Magorno. Anche due anni fa scrisse una lettera a Oliverio affinché sollecitasse il primo cittadino di Diamante ad intervenire sulla questione Porto.

Antonello Troya