Tortora: Matellicani si candida, ma il rinnovamento non c'è

Che Pasquale Lamboglia sia stato un bravo sindaco è fuor di dubbio. Ha saputo gestire in due e più lustri una politica dettata dai favoritismi, dagli impegni assunti in campagna elettorale, dei compromessi. E a favor di cronaca nulla ha mai sfiorato il bravo amministratore. Un vero signore della politica. Ma si è trattato di una “ordinaria amministrazione”. Certo non è semplice fare l’amministratore oggi: soldi che non ce ne sono; trasferimenti da Regione e Stato che si fanno sempre più blandi; e tasse che lievitano, eccome se lievitano: con tributi che devono andare a coprire gli interventi che hanno fatto di questo paese un gioiellino. Ma pur se nel segno della continuità la scelta di dare un contributo in tal senso viene vista (e metabolizzata) come una forzatura: non sappiamo se Filippo Matellicani, autoindicatosi come candidato a sindaco, saprà dare quell’input diverso o sarà proprio “quel segno della continuità” che affogherà “Sansone con tuti i filistei” nella prossima tornata elettorale. Annunciare che i nomi saranno gli stessi (con lo stesso Lamboglia presente in lista) darà quell’impressione dell’attaccamento alla poltrona che al giorno d’oggi è un segno fuori da ogni logica: i tempi sono dettati da social, comunicazioni senza pietà, aggiornamenti ed eccezionalità, che oltretutto devono andare a coprire quelle mancanze che, ammettiamolo, un amministratore ha. E si vedono. Il panorama elettorale ora è formato da giovani che leggono, studiano, mal disposti a compromettersi per un posto che non arriverà mai. I parentati stanno per lasciare il posto ad un elettorato coscienzioso. Che decide di testa propria.

Nel suo documento politico Matellicani parla di “rinnovamento della locale classe dirigente che non sia guidata né dalla carta d’identità e nemmeno dallo sterile populismo”. Questi nuovi amministratori in pectore si propongono inoltre di offrire la loro “esperienza per formare una nuova classe politica, spianando la strada ai più giovani di fronte alle difficoltà della pubblica amministrazione”. Caspita: non solo le stesse persone, ma anche maestri della retorica politica. Nel segno del rinnovamento…. Un “nuovo” che vedono solo loro.

Antonello Troya

 

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