Belvedere, dalla Tirrenia Hospital ci aspettiamo certezze, non zone d’ombra

Dalla Tirrenia Hospital ci aspettiamo certezze e consapevolezza del ruolo che svolge. Che svolgono decine di persone che gettano il sangue e l’anima a lavorare e a prestare soccorso e aiuto a chi ne ha bisogno. A chi soffre. Venire a conoscenza che ci sono quattro presunti casi di positivi al covid lascia decisamente perplessi. Non solo ai dipendenti che sono terrorizzati, ma anche al numeroso popolo dei social che vede in questa struttura sanitaria un riferimento certo. E che si chiede perché non lo ha comunicato. Non è nuova la Tirrenia a tenere a bada le voci di presunti contagi. Lo aveva già fatto e anzi ancor di più aveva anche richiamato la dipendente che aveva osato comunicarlo e denunciare possibili contagi.

A chi scrive le critiche dei dipendenti, quelli affiliati alla proprietà. Quelli che tirano diritto per la propria strada. Quelli che dicono a gran voce di far parte dei sindacati e poi si girano dall’altra parte anche adesso che gli stipendi vengono dati sotto forma di assegni e mai nei termini temporali indicati. Quindi file per ritirali, file per versarli.

Capiamo il momento difficile, ma appunto perché difficile ci aspettiamo una presa di posizione decisa e non barcamenante solo per difendere l’indifendibile. Ma secondo loro notizie allarmanti di questo tipo non sarebbero venute a galla?

Cominciasse la proprietà a prendere atto che gli elenchi dei positivi e dei negativi vanno consegnati anche e soprattutto alle forze dell’ordine e agli enti istituzionali locali, deputati a tenere la situazione sotto controllo e non solo all’Asp. Enti deputati a fare i tracciamenti e a mettere in quarantena le persone a rischio. Non vorremmo che tra un test rapido e il tampone (quello vero) passassero troppi giorni… non lo vorremmo proprio. O è già successo? Della Tirrenia ci aspettiamo quella responsabilità che l’ha sempre contraddistinta e che non si lasci sopraffare dalla paura e dall’ansia che questo virus infonde. No, non ce lo possiamo permettere.

 Antonello Troya

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