Newsletter del 28 novembre

Il Consiglio dei ministri ha nominato il prefetto Guido Longo nuovo commissario alla sanità in Calabria. La riunione del Cdm è stata lampo, durata solo il tempo della nomina. "Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Ho accettato di fare il Commissario per la Sanità - ha detto il prefetto Longo - come atto d'amore verso la Calabria, che é la regione in cui mi sono formato professionalmente come funzionario di polizia. Il mio é anche un dovere istituzionale verso il Governo, che mi ha scelto e che ringrazio".

La Calabria abbandona la zona rossa e torna in quella arancione. il ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, firmerà una nuova ordinanza con cui dispone l'area arancione, oltre che per la Calabria, anche per Lombardia e Piemonte. L'ordinanza sarà in vigore da domani 29 novembre. La decisione del Ministro giunge nel giorno in cui la bozza del monitoraggio Iss-ministero relativo alla settimana 16-22 novembre evidenzia che in 5 regioni, tra le quali la Calabria, non si registra un sovraccarico oltre la soglia critica del 30% dei posti letto Covid occupati per le terapie intensive. Sul fronte della pandemia, i contagi sono tornati a crescere . Nelle ultime 24 ore ne sono stati individuati 468 (+71 rispetto a ieri) a fronte di un maggior numero di soggetti testati e di tamponi effettuati.

Numerose piazze di spaccio a Cosenza e nell'hinterland sono state smantellate dai carabinieri del Comando provinciale che hanno arrestato otto persone - 5 ai domiciliari - e notificato un obbligo di dimora. All'operazione, denominata "Salamandra", hanno partecipato oltre 100 militari del Comando provinciale supportati da quelli dello squadrone eliportato cacciatori di Calabria e del nucleo cinofili, con la copertura aerea dell'8° nucleo elicotteri.

Un imprenditore di Palmi, Roberto Recordare, è indagato dalla Dda di Reggio Calabria perché ritenuto la mente economica-finanziaria di clan di 'ndrangheta, camorra e mafia che volevano riciclare 136 miliardi di euro di cui "36 miliardi che erano già pronti, cash" come è scritto nella trascrizione di una intercettazione contenuta in una informativa della squadra mobile reggina depositata agli atti del processo "Eyphemos" contro le cosche di Sant'Eufemia d'Aspromonte. Secondo l'informativa, Recordare avrebbe gestito un fondo di 500 miliardi.

 

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