Consegnata una pompa idrovora dall’amministrazione comunale all’associazione “Belvedere 27 Mhz”. La consegna è avvenuta dalle mani del sindaco di Belvedere Vincenzo Cascini alla presidente Cristina Vilardi. Un attrezzo decisamente importante per gli interventi che i ragazzi e volontari dell’associazione sono chiamati a svolgere quotidianamente. “Abbiamo visto il nostro paese – ha detto il sindaco Cascini - interessata da eventi alluvionali e smottamenti di terreni. L’associazione “27 Mhz”, che come sappiamo è collegata alla Protezione civile, ha offerto il massimo impegno ogni giorno e per tuti i giorni, 24 ore su 24. Sono sempre disponibile a venirci incontro e a lavorare accanto ai nostri addetti, alle forze dell’ordine e alla Polizia Municipale”.

La macchina è stata acquistata grazie all'impegno economico del sindaco Cascini.

An.tr.

Compariranno oggi davanti al gip Alfredo Ferraro,13 dei 50 indagati destinatari di una misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Basso Profilo”, che ha svelato gli intrecci tra politica, ‘ndrangheta e imprenditoria tra la città capoluogo di regione e Crotone. Si presenteranno davanti al giudice firmatario dell’ordinanza solo gli indagati raggiunti da una misura cautere in carcere e in particolare Antonio Santo Bagnato di Roccabernarda Crotone, Ercole D’Alessandro di Fuscaldo, Luciano D’Alessandro di Palermo, Vincenzo De Luca di Catanzaro, Concetta Di Noja di Torino, Natale Errigo di Reggio Calabria,Carmine Falcone di Cutro, Antonio Gallo di Catanzaro, Umberto Gigliotta di Catanzaro, Andrea Leone di Catanzaro, Antonino Pirrello di Reggio Calabria e Tommaso Rosa di Crotone. Gli indagati, assistiti dai legali difensori, (nel cui collegio compaiono gli avvocati Enzo De Caro, Sergio Rotundo, Arcangelo De Caro, Maurizio Belmonte), nel corso dell’interrogatorio di garanzia, potranno scegliere se avvalersi della facoltà di non rispondere o difendersi, fornendo la loro versione dei fatti rispetto alle ipotesi di accusa contestate che vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico

fonte e foto

calabria7.it

"Nella giornata odierna, come stabilito nei precedenti incontri (del 7, 11 e 15 gennaio scorsi), era prevista la fase conclusiva della riconsegna dei beni di proprietà dei Comuni e ancora non riconsegnati dalla società Sa. Te.Ca. Sempre sulla base degli accordi e, in particolare, come riportato nel verbale del 7 gennaio 2021, dopo il completamento della restituzione dei beni, con atto separato da concordare, si sarebbe dovuto procedere alla riassegnazione dei beni strettamente necessari alla prosecuzione delle attività termali.
Nei giorni scorsi la Società aveva comunicato l’elenco dei beni dalla stessa ritenuti strettamente necessari alla prosecuzione delle attività termali e, in riscontro a tale comunicazione, i Comuni avevano rappresentato la propria disponibilità a procedere, con atto amministrativo da concordare, alla riassegnazione dei beni immobili richiesti, a meno di uno solo.
Nel frattempo i legali della Società Sa.Te.Ca. avevano inviato ai legali dei Comuni una proposta di atto da sottoscrivere per la riassegnazione.
Tale proposta non è stata accettata dalle Amministrazioni Comunali, in quanto, oltre ad essere stata concepita come una sorta di “proroga” di un contratto ormai scaduto, peraltro con un corrispettivo ancora più irrisorio rispetto a quello attuale, contiene una serie di punti assolutamente non attuabili per la pubblica amministrazione, quali ad esempio la non indicazione di un termine preciso di scadenza, ma con un termine di scadenza aleatorio e non preciso, ovvero fino al subentro del nuovo soggetto gestore.
Nell’incontro di oggi, come si può chiaramente leggere nella nota inviata alla Società oggi stesso, la Società Sateca ha rifiutato categoricamente la data del 30 novembre 2021 come termine ultimo di scadenza per la restituzione dei beni oggetto di riassegnazione e non ha inteso procedere con la restituzione dei beni che dovevano essere restituiti oggi, venendo meno all’impegno, assunto con i precedenti verbali, di completare entro la data odierna l’iter di restituzione degli immobili di proprietà dei Comuni.
Le Amministrazioni, ovviamente, adotteranno tutti gli atti e i provvedimenti opportuni a tutela degli interessi delle Comunità di Acquappesa e Guardia Piemontese e, certamente, non produrranno nessun atto o documento, che sia, anche minimamente, contro gli interessi e la salvaguardia del patrimonio pubblico.
Le Amministrazioni Comunali sono fermamente convinte della necessità di tutelare i livelli occupazionali e le erogazioni delle prestazioni sanitarie, ma certamente tale necessità deve essere perseguita con atti legittimi e non con atti e procedure che vanno contro la normativa e che possano essere contro gli interessi della Pubblica Amministrazione"
È quanto dichiarano, in una nota congiunta, 
Francesco Tripicchio, sindaco del comune di Acquappesa, e Vincenzo Rocchetti, sindaco del comune di Guardia Piemontese.

Tornano a risalire i nuovi positivi in Calabria. Sono 368 (ieri erano 258) i contagi riscontrati nelle ultime 24 ore con sei decessi in più che portano il totale delle vittime a 558. In calo (-19) i ricoverati nei reparti di area medica (278) e quelli in terapia intensiva 24 (-2). Aumentano i guariti +224 (19.795) e gli isolati a domicilio +159 (9.804). I casi confermati oggi vedono in testa Cosenza 134, seguita da Catanzaro 110 e Reggio Calabria 103; seguono Vibo Valentia 20 e Crotone 1. 

La Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di 85.255 euro, emesso dal Gip del Tribunale, nei confronti del rappresentante legale di un'impresa di costruzioni e di amministratori e funzionari pubblici indagati per il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Sette le persone denunciate tra i quali il rappresentante legale dell'impresa Tommaso De Nisi; il sindaco di Zungri, Francesco Galati; l'assessore Nicola Pugliese e il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale, Pietro Ferraro, in carica all'epoca dei fatti.

"Non può affatto escludersi, anzi appare piuttosto assai probabile, che dietro tali avvenimenti vi fossero dei mandanti politici che attraverso la 'strategia della tensione' volevano evitare l'avvento al potere delle sinistre, temuto anche dalle organizzazioni criminali, che erano riuscite con i precedenti referenti politici a godere di benefici e agevolazioni. Si può, quindi, affermare che in tale circostanza si era venuta a creare una sorta di convergenza di interessi tra vari settori che hanno sostenuto ideologicamente la strategia stragista di Cosa Nostra". È quanto si afferma nelle motivazioni della sentenza del processo"'Ndrangheta stragista" con la quale la Corte d'Assise di Reggio Calabria, su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dell'aggiunto Giuseppe Lombardo, sono stati condannati all'ergastolo lo scorso 24 luglio il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, considerato dalla Dda il referente della cosca Piromalli. 

 

Prosegue, in maniera inesorabile, lo stallo che investe la categoria dei 7.000 tirocinanti calabresi in termini di prospettive di lavoro future e non ci sono ne interventi e ne tavoli tecnici all'orizzonte per questa categoria "non riconosciuta" di precari. Questo 2021 non è iniziato sotto i migliori auspici per i circa 7.000 tirocinanti calabresi che prestano quotidianamente servizio presso Enti Pubblici e Privati e Ministeri (Giustizia, Miur, Mibact) per il semplice fatto che il futuro lavorativo di queste circa 7.000 persone, continua ad essere "ripetutamente" appeso ad un filo e chi ne fa le spese sono i circa 7.000 tirocinanti calabresi stessi, madri e padri di famiglia che si trovano ancora protagonisti, in negativo, di quel "Vaso di Pandora" continuamente minimizzato sia dalla politica calabrese in primis e sia dal governo centrale stesso. Si tratta di persone che sopperiscono alla drammatica e annosa carenza di personale in vari settori e precisamente in Enti Pubblici e Privati e Ministeri (Giustizia, Miur, Mibact) ricoprendo la status di eterni "Tirocinanti" e che maturano la modesta somma di 500 € solo al raggiungimento del loro monte ore mensile. E' importante sottolineare che si tratta di persone manipolate dal politico di turno per fini elettorali e usati come notorio bacino di voti con vane promesse di trovare soluzioni alla vertenza stessa. Cosa più grave è che parte dei 7.000 tirocinanti calabresi hanno già terminato il loro percorso e vivono quotidianamente maturando pensieri assurdi che sono fonte di depressione e che possono portare in un attimo seriamente a staccare la spina con una vita che si è rivelata purtroppo grama e inutile per colpa di uno status qual è quello di "Tirocinante" e non di lavoratore a tutti gli effetti come viene incessantemente richiesto dai circa 7.000 tirocinanti stessi. L'attuale giunta regionale calabrese di Centro-Destra prosegue silente il proprio mandato, dopo avere illuso queste persone con iniziali proposte di contrattualizzazione di cui si è fatto anche portatore l'assessore al lavoro calabrese Fausto Orsomarso coinvolgendo anche le sigle sindacali calabresi stesse (Uil,Cisl,Cgil) e come affermato dallo stesso assessore coinvolgendo anche il ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, per poi retrocedere di passo in passo e rimettere al Governo centrale ogni decisione in merito al futuro dei circa 7.000 tirocinanti calabresi. Per nulla battaglieri e propensi a quell'essere dei semplici figuranti incapaci d'ogni agire in ragione dell'incarico istituzionale che rivestono, si è rivelato inoltre l'operato dell'assessore al lavoro calabrese Fausto Orsomarso e del suo collega cioè l'assessore con delega al Welfare calabrese Gianluca Gallo. I circa 7.000 tirocinanti calabresi non hanno a loro favore né una legge varata dalla Giunta regionale calabrese, né considerazione da parte dell'attuale Legge di Bilancio e da ultimo neanche in termini di Recovery Fund ma tutto ciò sembra non interessare ne la classe politica calabrese e ne le sigle sindacali calabresi stesse (Uil,Cisl,Cgil). Pertanto attualmente la problematica inerente al futuro lavorativo dei circa 7.000 tirocinanti calabresi da mesi è sempre più lontana da ogni soluzione e argomentazione con responsabilità e capi d'accusa che non sono di poco conto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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