Una città colpita nel profondo con la notizia dell’arresto di un giovane del luogo. Incensurato. Andrea Renda, 32 anni di Belvedere Marittimo, è lui il giovane sottoposto a fermo giudiziario perché indicato come esecutore materiale del delitto di Aneiyla Dimova, avvenuto il 31 agosto scorso. Le prove in mano agli inquirenti non lasciano spazio a dubbi. Come ieri ha tenuto a ribadire il comandante provinciale dei carabinieri, Piero Sutera: le impronte digitali sono di Renda. Oltre 17 elementi che corrispondo a quelle riscontrate dal Ris di Messina sul luogo del delitto. Quelle che in termini scientifici vengono chiamate prove “dattiloscopiche”. E di prove ne hanno trovate tante. Troppe per non mettere spalle al muro il giovane 32enne belvederese. Nella conferenza stampa sono stati illustrati gli elementi oggettivi emersi a sostegno del provvedimento di fermo. Bisognava stringere i tempi. Esisteva un reale pericolo di fuga per cui bisognava anche trovare una corrispondenza con il Dna. Carpito poi con uno stratagemma nel corso della perquisizione avvenuta nella sua abitazione. Un quadro giudiziario chiaro delineato già dalle prime battute, quello costruito dai carabinieri di Belvedere e dal suo comandante Maresciallo Maggiore Alessandro Diana. Lavoro riconosciuto dallo stesso colonnello Sutera. L’aver intuito della vendita dell’anello ad un negozio compra oro, anello poi identificato come quello della vittima, hanno dato la svolta alle indagini. Ieri poi la notizia che anche il padre di Andrea è stato arrestato per possesso illegale di armi. 

Antonello Troya

 

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I Carabinieri Stazione Carabinieri di Belvedere Marittimo, unitamente a militari della Sezione Operativa di Scalea e del Nucleo Investigativo di Cosenza, hanno tratto in arresto, per detenzione illegale di armi, di un uomo di 66 anni residente a Belvedere Marittimo e padre del presunto assassino della donna bulgara uccisa lo scorso 30 agosto 2020.

Nonostante l’uomo non sia implicato nelle indagini relative all’omicidio della 55enne bulgara, il suo arresto matura nel medesimo contesto operativo. In particolare, nella tarda mattinata del 17 settembre 2020, nel corso della perquisizione domiciliare disposta dalla Procura di Paola, i Carabinieri operanti si sono presentati presso l’abitazione dell’uomo. Durante le fasi della perquisizione l’uomo è apparso molto sofferente al controllo subito quando, con scaltrezza, riesce a guadagnare la sua stanza da letto accusando la necessità di indossare una maglietta. Una volta entrato nella camera da letto ha preso un borsello e si portato all’esterno attraverso una finestra che dava sul giardino posteriore dell’abitazione. Suo malgrado, però, si è trovato davanti i Carabinieri posti a cinturazione dell’abitazione che, dopo averlo bloccato, hanno constatato la presenza nel borsello di una pistola 98FS, avente matricola abrasa, con 30 cartucce 9x21 custoditi all’interno di due caricatori. Proseguendo nelle operazioni di perquisizione i militari hanno poi rinvenuto, occultati sempre nella camera da letto dell’uomo, 10 cartucce per fucile segnale univoco della detenzione anche di un arma lunga. Infatti, occultato nel bagagliaio dell’autovettura in uso all’uomo, è stato rinvenuto un fucile doppietta calibro 16.

Informata la Procura della Repubblica di Paola, il 66enne è stato dichiarato in stato di arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Paola. Nel corso dell’udienza, svoltasi ieri 18 settembre 2020 presso il Tribunale di Paola, l’arresto è stato convalidato e veniva disposta la custodia cautelare in carcere.

La notizia circolava già da ieri. Un movimento di voci che davano per certo una operazione dei carabinieri in atto. Tutto lasciava pensare che si trattasse di operazioni di routine, droga e armi fra tutte. E invece più passava il tempo e più prendeva corpo l’ipotesi che i carabinieri della compagnia avessero messo le mani sul presunto assassino della 55enne bulgara Aneiyla Dimova. Da parte della procura ancora nessuna conferma, come anche da parte della Compagnia del carabinieri. Fatto sta che la questione dell’assassinio sia da ricollegare oltre che a giri di soldi anche a droga. Tutte circostanze che devono trovare ancora l’ufficialità degli investigatori. Ad ogni modo ad inchiodare il 32enne una serie di elementi che hanno portato al sostituto procuratore a firmare il provvedimento di fermo. In manette anche un’altra persona il cui ruolo nella vicenda non è ancora molto chiaro. 

Antonello Troya

È in stato di fermo il presunto assassino di Aneiyla Dimova, la 55enne trovata morta all’interno dell’abitazione in cui viveva, la mattina del 31 agosto scorso. Si tratta di un giovane 32enne di Belvedere Marittimo, A.R. Intense le attività di indagine dirette dal procuratore capo di Paola Pierpaolo Bruni. Al sostituto Rossana Esposito il compito di coordinare le forze dell’ordine nel delicato impegno di raccogliere le prove sul luogo del delitto e nell’ascoltare i testimoni. Un lavoro eccellente, quello portato avanti senza alcun dubbio, dai carabinieri della Compagnia di Scalea, guidati dal capitano Andrea Massari, ma soprattutto dai colleghi della locale stazione al comando del maresciallo Alessandro Diana, che non si sono fermati dinanzi a nessun ostacolo, mostrando determinatezza e riservatezza nel delicato compito di seguire le piste tracciate.

Poco fa è terminata la conferenza stampa. Presenti oltre alle forze dell’ordine, l’avvocato della famiglia della donna, Eugenio Greco. A difenderlo nelle sedi giudiziarie, il 32enne presunto omicida ha scelto l’avvocato Alberto Grimaldi di Diamante. Tanti gli indizi che hanno portato al fermo dell’uomo di Belvedere Marittimo. Dalle immagini raccolte dagli inquirenti si vede chiaramente una macchina che si ferma durante la notte vicino casa della Dimova. Un uomo scende e si introduce nell’abitazione della donna. Le telecamere registrano l’orario: le 2.07. Uscirà alle 2.42. È in quei trentacinque minuti che si sarebbe consumato l’omicidio. Le immagini delle telecamere indicano anche le sembianze dell’uomo. Lo stesso che il giorno dopo si sarebbe recato presso un negozio di “Compro e vendo Oro” per vendere la fede della donna. Si sarebbe trattato quindi di una rapina cui è seguito l’omicidio. Spariti infatti anche il cellulare e una borsetta della donna bulgara.

Quando i militari dell’arma sono andati a prelevarlo a casa ieri il 32enne ha rifiutato di sottoporsi alla prova del Dna. Prova che è stata fatta poi coattivamente.

E poi una serie di elementi raccolti dai militari dell’arma e dai colleghi del Ris di Messina. Ma le indagini ancora vanno avanti. E non si escludono ulteriori colpi di scena.

Antonello Troya

Anche quest’anno, dal 6 al 11 Settembre 2020, alcuni iscritti dell’associazione TrekkingItalia, dalla sezione di Bologna, hanno scelto di recarsi sui nostri rilievi collinari e montuosi, dando vita alla quarta edizione del Gran trek dei Cedri. I partecipanti, quindici in tutto, hanno percorso con grande entusiasmo, intatte aspettative ed in piena sicurezza e rispetto delle vigenti disposizioni sanitarie, i sentieri che si inerpicano nell’entroterra della Riviera dei Cedri, e si sono ristorati, al loro rientro quotidiano, nelle trasparenti acque del nostro bel mare.

Ancora una volta, nonostante la particolarità del periodo non del tutto sereno, i nostri amici del trekking, si sono inoltrati tra le più amene località dell’entroterra: dal fiume Corvino, passando per la Grotta di san Ciriaco, fino al santuario della Madonna della Neve; dalle colline che si affacciano sul litorale al Rifugio Belvedere a quota 1355m. s.l.m. e successivamente nella zona sud-est delle contrade del medesimo territorio, partendo dall’antico centro urbano; dalla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, fino alla grotta del Romito; dalla splendida valle del fiume Argentino fino all’anello in località “Povera mosca”.

I Comuni interessati dagli itinerari, hanno anche offerto le loro peculiarità culturali ai visitatori. Buonvicino con il suo patrimonio di testimonianze legate al monachesimo ed al culto orientale, Diamante, con i suoi famosi murales, Belvedere Marittimo con il centro storico medievale, il variegato contado circostante ed il Castello Angioino-Aragonese,Santa Maria con il suo museo del Cedro, Papasidero con le sue chiese affrescate ed uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, il tutto inserito nella cornice del Parco del Pollino.

L’accompagnatore di Trekking Italia, il sig.Giuseppe Molteni, a conclusione della settimana di passeggiate, dopo aver menzionato Arcangelo De Marco promotore e guida fino all’anno scorso, ha ringraziato l’Associazione Amici della Montagna di Belvedere Marittimo, ed in particolare il presidente Mario Capano, per la cura della logistica dell’evento e degli itinerari, che hanno assicurato alla quarta edizione del trek, un meritato successo. Gradito ospite, nella serata finale, il sindaco del paese ospitante, il dott. Vincenzo Cascini, che ha sottolineato la meritorietà dell’iniziativa nella sua continuità nel tempo.

La consegna di un targa ricordo in terracotta, realizzata in collaborazione con il laboratorio di ceramica di Enzo Molino, è stata l’ultima fra le belle sorprese che i partecipanti hanno via via riscontrato nella scoperta di questa zona della nostra amata Calabria, la cui lussureggiante natura e la cui antica cultura sono forse ancora un po’ misconosciute.

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