Scoppia un caso di Covid all’ospedale di Praia a Mare. Si tratta di un paziente presente nel reparto di Dialisi e che ora si trova ricoverato a Cosenza. Il fatto ha registrato contorni piuttosto fuori dagli schemi soliti che si affrontano in questi casi. Infatti ad essere infettato non solo è il paziente ma anche la sorella che, secondo alcune indiscrezioni, non avrebbe segnalato la propria patologia sul posto di lavoro, ovvero l’ospedale di Praia. Circostanza che potrebbe aver portato il fratello dializzato ad essere infettato e aver contributo così ad allertare l’intero reparto di dialisi di Praia a Mare. E non solo. La febbre e i sintomi, tutti riconducibili al Covid sembra siano stati sottovalutati e non segnalati. Il paziente che non ha potuto sottoporsi alla seduta dialitica è stato poi trasportato a Cetraro. Nemmeno al “Iannelli” è stato consentito di effettuare la dialisi. Ora si trova a Cosenza.

An.tr.

Ieri c'é stato un solo morto per Covid in Calabria rispetto ai sette di due giorni fa. Brusca impennata, invece, dei contagi, passati dai 177 di ieri ai 398 di oggi. Aumento anche dei casi attivi, passati da 8,498 a 8.691, mentre quelli chiusi sono 16.695. In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 432.831 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 452.241. Complessivamente le persone risultate positive al Coronavirus dall'inizio della pandemia sono 25.386, mentre quelle negative 407.445.

In Calabria sono state somministrate, al momento, 2.738 dosi di vaccino anti Covid, con una percentuale del 21,1% rispetto alle 12.955 ricevute. Un dato che pone la regione, secondo la classifica riportata sul suo sito dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, al penultimo posto della classifica nazionale. Peggio della Calabria ha fatto solo la Sardegna, in cui sono state somministrate 2.213 dosi di vaccino rispetto alle 12.855 consegnate, con una percentuale del 17,2%

Sarebbe stata uccisa ed il suo corpo dato in pasto ai maiali o macinato con un trattore Maria Chindamo, l'imprenditrice 44enne scomparsa il 6 maggio del 2016 nelle campagne di Limbadi. A rivelarlo alla Dda di Catanzaro è stato il collaboratore di giustizia Antonio Cossidente, ex componente del clan dei Basilischi, in Basilicata. Maria Chindamo, secondo quanto ha riferito Cossidente, sarebbe stata uccisa per punizione perché si sarebbe rifiutata di cedere un terreno a Salvatore Ascone, indagato per l'omicidio dell'imprenditrice. 

 

Minacciava e picchiava la moglie da mesi e la sera della vigilia di Natale, con un banale pretesto, l'ha aggredita verbalmente per poi picchiarla ripetutamente, tanto da far intervenire i vicini di casa. Un uomo, di 53 anni, di Corigliano Rossano è stato allontanato dalla casa familiare in seguito ad un provvedimento emesso dal gip del tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura. L'uomo, da mesi, sottoponeva la moglie a minacce, offese e violenze fisiche culminate la sera del 24 dicembre quando la donna è stata percossa ripetutamente tanto da dover ricorrere alle cure mediche nel pronto soccorso dell'ospedale di Corigliano. I carabinieri, in seguito alla denuncia della donna e grazie alle testimonianze dei vicini di casa e dei parenti, sono riusciti a fermare l'uomo.

Un boato e poi le fiamme. Tutto in pochi minuti e lo stabilimento balneare “El Marinero” a Scalea finisce in cenere. È accaduto ieri mattina intorno alle 7,00. Sembra che a provocare lo scoppio sia stato il gas acceso da una scintilla provocata da un congelatore presente all’interno della struttura. Le piogge di questi giorni potrebbero aver provocato il corto circuito e quindi far saltare la struttura. Anche l’amministrazione comunale ha voluto esprimere la sua vicinanza a Palma, “giovane imprenditore della nostra città”, e anche attraverso una nota del presidente del consiglio comunale, Gaetano Bruno: “Piena solidarietà – scrive Bruno – all’amico Cristian. Sono certo che ripartirà”.

I calabresi spenderanno poco meno di 100 euro a testa negli acquisti in saldo in Calabria. E' quanto stima l'ufficio studi di Confcommercio Calabria all'indomani dell'avvio della stagione dei saldi in Calabria che, come deciso dalla Giunta regionale, hanno avuto inizio ieri e dureranno fino al 5 marzo. "Così come è stato per i consumi di Natale - fanno sapere da Confcommercio Calabria - le restrizioni e le chiusure legate all'emergenza covid inevitabilmente si ripercuoteranno anche sui volumi di spesa per i saldi. Per quel che riguarda la tipologia di prodotti acquistati, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento, le scarpe e gli accessori, mentre rivolgeranno minore attenzione verso articoli sportivi e prodotti di pelletteria". 

Calabria, Spirlì ha deciso: Scuole superiori chiuse sino al 31 gennaio. Elementari e medie fino al 15. Attività piena per gli asili. “In questo momento - ha detto - la cosa più importante è tutelare la salute dei nostri ragazzi. Solo gli asili li lasciamo aperti, perché i piccoli sono più gestibili e gli spazi a loro disposizione sono più ampi. Ma i ragazzi più grandi non me la sento di farli andare a scuola in questo momento”.

“A me non risulta che le vaccinazioni in Calabria vadano a rilento. Il vaccino non è obbligatorio, è facoltativo, volontario, per chi se lo vuole fare. Colpa di una bassa adesione, evidentemente, del personale medico. Le dosi ci sono e il personale che somministra il vaccino anche.” E’ quanto ha affermato durante un’intervista rilasciata a Radio Capital, il commissario Guido Longo.

“Il 5%? Non lo so — conclude Longo –, io questi dati non li ho. Tutto procede normalmente, speriamo che la gente aderisca perché il vaccino è salutare, è l’unica arma contro il Covid-19 e bisognerebbe che lo facessero tutti”.

 

Firmata l’ordinanza regionale che fissa fino al 31 gennaio la chiusura delle scuole superiori, che dunque non riapriranno il 7 gennaio. Resteranno chiuse anche le elementari e le medie fino al 15 gennaio, mentre gli asili riprenderanno l’attività regolarmente. È quanto ha annunciato con l’ennesima diretta facebook il presidente ff della Calabria Nino Spirlì.

«In questo momento - ha detto - la cosa più importante è tutelare la salute dei nostri ragazzi. Solo gli asili li lasciamo aperti, perché i piccoli sono più gestibili e gli spazi a loro disposizione sono più ampi. Ma i ragazzi più grandi non me la sento di farli andare a scuola in questo momento. La situazione è preoccupante, i contagi sono in aumento. E poi ci sono casi particolari, come quello di Rosarno con 230 positivi o quello di Piscopio, con oltre 300 contagiati. I numeri sono alti in tanti comuni, un contesto che non consente la riapertura in sicurezza delle scuole».

 

Fonte lacnews

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