Un paese senza regole. Ma il sindaco di Santa Maria del cedro, Ugo Vetere, in una lunga diretta facebook non fa riferimento solo al suo paese ma ad un territorio intero. “Ci sono persone che prendono stipendi da 17 mila euro, parlamentari che sono scomparsi”. Ugo Vetere cala l’asso della rabbia che solo un sindaco può avere. Ce n’ha per tutti. Questore, prefetto, ma soprattutto Regione. “Ma lo volete capire che c’è un problema di ordine pubblico?” secondo Vetere manca un controllo capillare sul territorio. “Ci vuole un corso accelerato del rispetto delle regole. Manca la presenza delle autorità che dovrebbero garantire ordine e sicurezza. Ma come può fare il personale dei carabinieri se sono solo in quattro per un territorio vasto. C’è la necessità di dare manforte alle forze dell’ordine che da soli devono fronteggiare una criminalità che alza sempre più il tiro”. Vetere chiede maggiore attenzione per i giovani. “C’è una strafottenza seria nel rispetto delle regole. I cittadini chiedono controlli, la presenza delle forze di polizia. La politica deve capire che l’alto Tirreno Cosentino è un problema da mettere nell’agenda dell’ordine pubblico. Metteteci nelle condizioni di poter lavorare”.

Antonello Troya

La Commissaria Straordinaria dell’ASP, dott.ssa Cinzia Bettelini, deve sospendere immediatamente l’esecutività della delibera n. 646 del 3 agosto scorso, con la quale si intendono sopprimere alcuni importanti Laboratori Analisi del Territorio. In forza di tale atto, verrebbero così soppressi i Laboratori Analisi degli Ospedali di Corigliano, di Cassano all’Ionio, di Lungro, di Cariati, di Cetraro, di Mormanno. Un’operazione che non ci convince per nulla, a iniziare dal mancato confronto con il Sindacato, necessario perché l’eventuale attuazione del piano aziendale di riorganizzazione della rete territoriale, comporta riassetti organizzativi e mobilità del Personale. Ma al di là del fatto solo formale, è necessario un più ampio confronto in merito, poiché la soppressione dei Laboratori Analisi sopradetti, e il loro accorpamento ad altri Laboratori, potrebbe essere causa di futuri disservizi e di ritardi nell’erogazione delle prestazioni. Il piano del fabbisogno del Personale, recentemente licenziato, in realtà dovrebbe servire a risolvere i problemi di carenza di Personale, anche all’interno di quei Laboratori che oggi si vorrebbero sopprimere. La delibera, di cui la FP CGIL chiede la immediata sospensione, non tiene conto delle dimensioni dell’area servita, né del numero di prestazioni effettuate: sopprimendo il Laboratorio Analisi di Corigliano, ad esempio, si creerebbero gravi disservizi anche per l’utenza che ricorre al Pronto Soccorso, che rimane uno dei più dinamici dell’intera provincia, e si rischierebbe di creare un sovraccarico per il Laboratorio dell’Ospedale di Rossano.

Così come sarebbe un errore sopprimere il Laboratorio di Cassano all’Ionio, per il quale da anni si è lavorato per renderlo l’unico Laboratorio Tossicologico della provincia: questa caratteristica, oggi, non sarebbe valorizzata.
Anche per la soppressione dei Laboratori di Cariati, di Lungro, di Cetraro, di Mormanno, si porrebbero seri problemi, poiché il loro accorpamento con altri Laboratori, in alcuni casi distanti molte decine di chilometri, comporterebbe disservizi per l’utenza. Inoltre, c’è il rischio che i Laboratori accorpanti non siano nemmeno in grado di poter accogliere ulteriori servizi, sia per limitatezza di spazi, sia per problemi di Personale.
Lo Stato, e le sue articolazioni, non devono dare l’idea di abbandonare i territori, e quindi di allontanarsi dai Cittadini, altrimenti si alimenta il malcontento. Le economie si realizzano non sopprimendo i servizi diffusi sul territorio, ma rafforzando la centrale unica dei costi.
La FP CGIL, con lettera trasmessa alla Commissaria Straordinaria dell’ASP, ha quindi chiesto a gran voce che non venga dato seguito alla delibera citata.
Ma, allo stesso tempo, ha chiesto ai Sindaci di: Corigliano-Rossano, Cassano all’Ionio, Cariati, Lungro, Cetraro, Mormanno, di far pervenire le loro valutazioni in merito. Riteniamo però che non sia un problema che possa riferirsi esclusivamente ai Sindaci delle Città che si vedrebbero private dei Laboratori Analisi: anche i Comuni vicini, a nostro avviso, devono esprimersi in merito, poiché un atto del genere rischia di allungare notevolmente le liste d’attesa, trasformandosi in un ulteriore danno a carico degli inermi Cittadini.

VINCENZO CASCIARO, CGIL TIRRENO-SIBARITIDE-POLLINO

 

 

È finito addirittura sulle pagine dei quotidiani nazionali e sui più importanti siti di informazione online: il sindaco-senatore Ernesto Magorno dichiara guerra allo spaccio di droga: a Diamante è finita la pacchia di chi sperava di specularci sopra. E ce n’ha per tutti, a cominciare dai proprietari delle discoteche, dove si spaccia in quantità industriale, sino ad arrivare al gruppo di minoranza del consiglio comunale di Diamante, definendoli “Sciacalli”.

Questi ultimi nella giornata di ieri avevano diffuso un comunicato stampa dove, pur esprimendo solidarietà per il grave fatto criminale accaduto, si sottolineava il fallimento della politica del sindaco. E nella diretta streaming Magorno li attacca, i quattro della minoranza, e li definisce “Sciacalli”, né più né meno per definire chi comanda. E questa volta comanda lui. Nel discorso organizzato nella diretta live dal suo ufficio stampa Magorno non usa mezze parole: l’aggressione subita aveva il fine di mortificare la città. Hanno malmenato con pistole e pugni di ferro chiunque si presentasse sul loro cammino. “La reazione coraggiosa dei miei concittadini – ha detto ancora Magorno - è stata quella di evitare il peggio, sino all’arrivo delle forze dell’ordine. E siamo riusciti a farli arrestare tutti. Abbiamo dimostrato di essere una città che sa difendersi”. Insomma c’è un clima di odio verso il sindaco, reo di aver orientato la sua linea politica verso il contrasto alla droga. E alla minoranza che aveva diffuso un documento contro il primo cittadino, li definisce quattro sciacalli: “Luridi vermi, sporchi vigliacchi”.

Antonello Troya

Il fatto che suona strano della storia dei quattro balordi di Diamante è che il sindaco Ernesto Magorno in sole due ore aveva trovato mandanti ed esecutori e il perché di così tanta violenza. E se ciò non bastasse aveva consegnato la sua tesi già alle agenzie e ai più titolati organi di informazione. Non vogliamo sollevare alcuna polemica, per carità: l’argomento è così spinoso che allungarne la strumentalità servirebbe solo a far ingrassare colonne di post che dell’ironia ne fanno il pane quotidiano. Ma qui non c’è nulla di ironico: c’è un sindaco che lancia precise accuse: ci sono mandanti ed esecutori. Mandanti che la mattina (parole di Magorno) si aggiravano per le vie del paese ed esecutori che hanno fatto quel “popò di casino” tra vicoli e vicoletti. Che poi sono stati fermati e arrestati. Con tanto di “fermo” effettuato dal vicesindaco in persona Pino Pascale, cui gli manca un mantello nero per sembrare Batman.

Ma non dimentichiamo che gli arresti sono stati fatti dai carabinieri. L’arma è sempre presente tra noi: controlla, indaga, lavora per la nostra sicurezza. E diciamolo francamente: che il fermo sia stato fatto dal vicesindaco “Non si può sentire….”.

Scusate se mi intrometto… ma non mi pare che alle “azioni giudiziarie” siano seguite denunce su chi realmente ha messo in mano a quei quattro una pistola e dei bastoni. Se è del “cartello della droga” che parliamo allora qui bisogna alzare il livello delle indagini, roba da direzione investigativa antimafia. Magorno oggi si sarebbe recato dal prefetto a chiedere maggiore attenzione per il tuo territorio: non basta l’esercito. Ci vogliono più uomini e maggiori controlli. Muoverà mari e monti: ad un senatore e per di più componente del Copasir (organo di controllo dei servizi segreti) non si dice di no. Mai.

Antonello Troya

Nell’esprimere la massima solidarietà a tutte le Forze dell’Ordine intervenute sul posto per sedare il gravissimo evento avvenuto oggi 15 agosto 2020 sul lungomare centro di Diamante e la medesima solidarietà alle vittime della vergognosa aggressione, sentiamo il dovere come opposizione di denunciare il grave e totale fallimento della politica sulla sicurezza attuata dal Sindaco, e non dall’amministrazione, ormai sparita da mesi. 

Quello che è accaduto oggi dimostra che, quando si continua a strumentalizzare gravi episodi simili del passato, ci si può svegliare e trovarsi nel bel mezzo dello stesso incubo. E solo la Provvidenza, per fortuna, oggi ha voluto non si verificasse nulla di eccessivamente grave e nelle stesse proporzioni di quanto accaduto qualche anno fa. 

Dunque i fatti di oggi dimostrano che l’azione scellerata del singolo non è prevedibile, non ha orari, non ha età e neanche alcuna connessione con musica e divertimento. Ma soprattutto non è correlabile al nome e cognome di un Sindaco piuttosto che un altro, di un’amministrazione piuttosto che un'altra. 

Facciamo a questo punto tutti ammenda prima di continuare a svolgere un’azione da campagna elettorale che è ormai chiusa da un pezzo. O forse se ne deve riaprire qualcun'altra?

Diamante 15/08/2020

Il Consiglieri Comunali di

Diamante e Cirella #SiamoVoi

 

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