Belvedere - Avrebbero utilizzato la card carburante per fini personali. Per questo motivo alcuni ex amministratori (e attuali) del Comune di Belvedere Marittimo finiscono sotto indagine con l’accusa di peculato. Si tratta dell’allora sindaco di Belvedere, Enrico Granata e del suo vice (oggi consigliere comunale) Vincenzo Spinelli, l’allora assessore e attuale vicesindaco Francesca Impieri, Marco Liporace, assessore all’epoca dei fatti e attuale componente in giunta e dell’allora segretario Comunale Giancarlo Sirimarco.

I fatti contestati dalla procura agli amministratori comunali risalgono al 2014, 2015 e 2016. Le indagini portate avanti dai carabinieri di Belvedere Marittimo e coordinate dal sostituto procuratore Maurizio De Franchis, indicherebbero una gestione ‘allegra’ della carta carburante. Infatti dalle indagini viene fuori che gli amministratori avrebbero utilizzato la card consegnata loro dal segretario comunale Sirimarco, per fare benzina per le loro autovetture e non per la Peugeot di proprietà del comune di Belvedere, in disuso e quindi non utilizzata. Rifornimenti fatti non per viaggi istituzionali, sembra, ma per motivi personali. Da qui l’accusa di peculato. Le notifiche sono già state consegnate. Il maresciallo maggiore comandante di stazione di Belvedere, Alessandro Diana ha già interrogato alcuni amministratori e consegnato l’esito al sostituto De Franchis.

Antonello Troya

Aveva scoperto di essere malata di tumore l'estate scorsa. Nel giro di pochi mesi il brutto male se l'è portata via. Rosa Ceglie, 49 anni, è morta questo pomeriggio. Vicesindaco di Praia a Mare, era sposata ma non aveva figli. Era arrivata a Roma per sottoporsi ad una serie di cure, ma i medici hanno potuto fare ben poco. 'Una persona eccezionale - ha detto a caldo il sindaco di praia, Antonio Praticò, visibilmente scosso dalla notizia - un persona buona, una donna di pace'.

an.tr.

Si è registrato un altro decesso oggi a causa dell’improvviso aggravarsi delle condizioni di salute di un uomo di Belvedere Marittimo, affetto da Sars-Cov19. Si tratta di una persona di 81 anni C.S. (le sue iniziali) già affetta da altre patologie. L’uomo si trovava presso un ospedale provinciale attrezzato centro covid e le sue condizioni di salute sono sembrate gravi già dai primi giorni. È il secondo nel giro di pochi giorni, dopo la morte di una anziana di 94 anni, 

An.tr.

Si incontreranno domani mattina alle 11, in piazza Marina commercianti e imprenditori locali per protestare contro l’istituzione della zona rossa in Calabria da parte del governo nazionale. Le prime adesioni sono arrivate dal tam tam avviato sui social per poi proseguire con il passaparola. Saranno presenti, per dare eco alle innumerevoli proteste che stanno interessando l’intero paese, commercianti che non riescono ad arrivare a fine mese, imprenditori che stentano nel dare continuità al loro lavoro. Insomma una situazione difficile che va affrontata in tempi brevi.

Antonello Troya

“La parola d’ordine sarebbe dovuta essere prevenzione, invece, la Calabria paga il prezzo dell’inadeguatezza di scelte da parte di chi avrebbe dovuto gestire, controllare, organizzare.

Nonostante i numeri del contagio siano bassi, la Calabria è zona rossa, ossia presenta una situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo. A quanto pare, nella mia regione, dall’inizio della pandemia, in totale si sono registrati poco più di 6 mila casi positivi, con 125 decessi complessivi su circa 2 milioni di abitanti, eppure nella cartina d’Italia la Calabria ha un nuovo colore, un colore che spaventa, che in tantissimi suscita preoccupazione, e in altri, sbigottimento.” Lo afferma il deputato Massimo Misiti.

“Purtroppo, però, la scelta del Governo di colorare di rosso la punta d’Italia, al pari di altre regioni, come, per esempio, la Lombardia e il Piemonte, ha mostrato, proprio come si fa con un segno di evidenziatore, quello che fino ad oggi era stato relegato alle note finali di un capitolo che da medico e deputato conosco bene: il sistema sanitario calabrese non può reggere un’ondata pandemica. Mancano medici, mancano infermieri, mancano operatori socio sanitari perché non si procede alle assunzioni, mancano investimenti. È finanche mancata una gestione ottimale di tutte quelle risorse economiche, che esistono, e che avrebbero potuto permettere, oggi, alla Calabria di non essere così spaventosamente in ritardo: al collasso e disorganizzata nel management dell’emergenza sanitaria.” Continua il deputato calabrese.

“Gli indicatori, sulla base dei quali la Calabria è Red Zone, sono attinenti alla stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitariche nel caso della Calabria è preoccupante. Il problema risiede nella risposta efficiente da parte del sistema sanitario e nel tracciamento: entrambi fuori controllo. C’è anche chi aspetta 7/8 giorni per fare un tampone, e a questo si aggiunge la mancanza di alcune certezze, prima fra tutte quella sui dati reali dell’emergenza. Tuttavia, c’è stato tempo e modo nei mesi scorsi per approfittare di un vantaggio che la mia regione aveva rispetto alla diffusione del contagio, ma questo vantaggio non è stato accompagnato dalla prevenzione, da una riorganizzazione dei presidi ospedalieri, dalla costruzione di una rete che avrebbe permesso una connessione tra i diversi ospedali e che avrebbe, quindi, facilitato la coordinazione della sanità tutta. Questa situazione è sintomo di un’inadeguatezza del sistema, è la conseguenza di decisioni prese da chi non è all’altezza della gestione dell’emergenza. A pagare qui, però, sono i calabresi. Senza sconti, pagano, con la salute e la vita, quello che altri hanno svenduto. Ma la buona sanità non è un privilegio, è un diritto.” Conclude Massimo Misiti.

 

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