Operazione “Luna Brasiliana” a Roma. In manette un giovane di Belvedere, ma residente a S. Maria del cedro

 Ci sono anche due calabresi nell’operazione portata a termine nella giornata di ieri dalla Squadra Mobile, Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione, coadiuvata da personale del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica capitolina. In arresto 8 soggetti ritenuti responsabili di aver costituito 2 distinte organizzazioni criminali, composte e dirette da cittadini brasiliani e italiani, volte a favorire l’immigrazione clandestina nonché l’induzione, lo sfruttamento ed il favoreggiamento alla prostituzione di cittadini sudamericani.

Nello specifico si tratta di 2 strutture criminali distinte, operanti nelle zone di prostituzione riconducibili ai quartieri Prenestino e Testaccio, le quali successivamente erano entrate in contrasto tra di loro per il predominio territoriale di via Longoni (Colle prenestino), tanto da iniziare un vero e proprio conflitto basato su minacce e violenze fisiche.

I soggetti tratti in arresto:

  1. MENDONCA DA SILVEIRA Daniel, inteso “Daniela” o “Mary”, nato il 24.06.1984 in Brasile;
  2. CAPEZZONE Felice, nato il 2.07.1963 a Roma;
  3. ARANTES DO NASCIMENTO Camilla, detta “Camila”, nata il 26.12.1987 a Paulista-Pernambuco (Brasile);
  4. MARANO Giuseppe, detto “Pino”, nato il 3.04.1974 a Cosenza;
  5. DA SILVA RIBEIRO José Roberto, detto “Robertina”, nato il 1.06.1981 a Santa Rita (Brasile);
  6. DE OLIVEIRA CARVALHO Marcos Frederico, detto “Michaela”, nato il 15.04.1982 in Brasile;
  7. AULICINO Christian, nato il 31.03.1985 a Belvedere Marittimo (CS);
  8. LOPES CAMELO Flavio, detto “Wanessa”, nato il 24.05.1984 a Fortaleza (Brasile) – da tempo non presente sul territorio nazionale.

 

Gli arrestati avevano costituito due strutture criminali i cui componenti si associavano con precisa distribuzione dei compiti, al fine di procedere all’induzione ed allo sfruttamento della prostituzione delle vittime, introducendole illegalmente in territorio nazionale, violando in tal modo la normativa sull’immigrazione, e mantenendoli in stato di soggezione con reiterate minacce, sfruttandone economicamente l’attività (con la percezione di una percentuale sui guadagni) ed occupandosi personalmente degli accompagnamenti presso i luoghi in cui le vittime esercitavano il meretricio.

Dalle indagini della Squadra Mobile di Roma è emerso che gli arrestati reclutavano numerosi brasiliani, al fine di farli prostituire, e ne favorivano la permanenza sul territorio nazionale, ponendo a loro disposizione un numero imprecisato di appartamenti, affittandoli in nero con contratti fittizi intestati agli stessi indagati o a prestanome, provvedendo direttamente al pagamento delle utenze necessarie (energia elettrica, gas, acqua), riscuotendo le quote d’affitto e di condominio, provvedendo alla cura e all’ordinaria manutenzione degli appartamenti locati.

 

Da terzobinario.it

per proseguire la lettura
Inserisci la tua mail