Cetraro, Aieta: ‘Non mi intimidiscono i tentativi di ridurmi al silenzio’

Dopo gli attacchi di ieri sulle responsabilità del possibile dissesto al Comune di Cetraro, arriva la replica di Giuseppe Aieta, “Spero che gli organi provinciali regionali e nazionali si occupino del partito democratico di Cetraro ormai ridotto a succursale del centrodestra. Addirittura Forza Italia – scrive Aieta - utilizza la sezione Giovanni Losardo per le sue riunioni. E chiedono a me del comportamento di questi giorni per salvare dalla deriva la città? Un partito evanescente, fantasma, che si limita ormai solo a certificare acriticamente iniziative sballate di un’amministrazione comunale a forte trazione forzista e che non dice una parola, non convoca una riunione nè sui fatti accaduti di recente che hanno destabilizzato la città, nè sulla chiusura ormai definitiva del porto, né sulla solitudine che molte famiglie sono costrette a vivere per il covid, né una parola sulla deriva verso cui è stata ormai portata la città sul piano finanziario. Personalmente ho sempre difeso prima la città e non ho mai fatto prevalere la mia appartenenza politica se non nei valori e nei principi che la ispirano. Gli organi provinciali regionali e soprattutto quelli nazionali si occupino di una sezione storica ridotta ormai a quattro amici al bar senza svolgere alcun approfondimento che tuteli la città e i sui cittadini. Non mi intimidiscono i tentativi di ridurmi al silenzio da parte di chi non ha titolo politico per farlo soprattutto in considerazione dello stato comatoso in cui è stato ridotto il partito democratico ormai relegato ad essere stampella del centro destra a cui deve la vittoria alle scorse comunali. La città vive un momento drammatico e quello che dovrebbe essere il più grande partito dei riformisti non avverte l’esigenza di convocare una riunione. Un partito che se non ci fossero state candidature forti alle scorse regionali e a quelle del 2014 avrebbe fatto registrare percentuali da prefisso telefonico. Sono pronto anche ad un confronto pubblico con chi volesse farlo per discutere di questi temi consapevole che la mia libertà e la difesa della città sono valori a cui non intendo rinunciare come la mia storia politica insegna”.

 

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