Decreto “Ristori” cosa c’è da sapere

FONDO PERDUTO

Il contributo a fondo perduto (calcolato come la vecchia edizione) spetterà a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

La somma del contributo a fondo perduto erogato sarà calcolato in base ai seguenti criteri:
- attività chiuse dalle 18 (come bar, pasticcerie o gelaterie): contributo a fondo perduto al 100%;
- ristoro al 150% per le attività aperte a pranzo e che la sera possono lavorare con il servizio di asporto (ristoranti e pizzerie, ad esempio);
- ristoro al 200% per le attività costrette alla chiusura totale (cinema, teatri, palestre, centri benessere, termali);
- ristoro al 400% per le attività già chiuse prima del DPCM del 25 ottobre 2020 (come le discoteche).

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CASSA INTEGRAZIONE

La chiusura totale o parziale delle attività economiche individuate dal DPCM del 25 ottobre 2020 colpisce anche i lavoratori. A tal fine, si va verso la conferma della proroga della cassa integrazione: un totale di 18 settimane, che saranno gestite in due passaggi separati.  
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BONUS AFFITTI
Dovrebbe essere di tre mesi (non due, come annunciato inizialmente), e fino a dicembre 2020, la proroga del credito d’imposta sugli affitti prevista dal testo del decreto Ristori. Il credito d’imposta sarà pari al 60% del canone di locazione.
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IMU
Tra le novità in attesa di conferma c’è la cancellazione della seconda rata dell’IMU.
Restano ancora da chiarire i contorni dell’eliminazione dell’IMU, in scadenza il 16 dicembre 2020. L’ipotesi più acclarata è che lo stralcio riguarderà le attività colpite dalle chiusure, e non la generalità dei contribuenti.
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