Se dovessimo tenere sempre fede alle dichiarazioni pubbliche di politici e governanti, cosa totalmente impossibile di questi tempi, ci dovremmo aspettare, da qui a poco, lo sbarco di due migranti istituzionali sulle rive così tanto felici e allettanti della Maggioranza amministrativa, da poco più di un anno alla guida della nostra Municipalità. Trattasi, nel caso, di due membri dell’attuale minoranza consiliare, per un verso o per l’altro, pronti a mettere in pratica il tanto democratico princìpio ordinamentale, secondo il  quale l’eletto non ha alcun < vincolo di mandato >. Anche questo può succedere dalle nostre parti, in uno dei periodi di oscurantismo politico e istituzionale tra i più fitti e impenetrabili di tutta la storia democratica e repubblicana della nostra città. Anziché onorare il loro ruolo di rappresentanza elettiva per come espresso dalla volontà del popolo sovrano, incalzando la maggioranza amministrativa sulle problematiche più spinose e allarmanti che sono, oggi, nell’agenda di governo, la loro meditata permanenza nel “limbo”, prima della possibile ascesa verso le vette del Paradiso. Il vergognoso dato politico e morale che, per il momento, ne viene fuori, è che dal 10 di settembre 2021 non esiste alcun attestato istituzionale relativo ad un loro giudizio sullo stato di pre-dissesto finanziario delle Casse comunali, sulle ragioni di un epocale e robusto aumento della TARI, decretato ancor prima della dichiarazione dell’indebitamento irreversibile dell’Ente. Sulle allarmanti denunce indirizzate al Consiglio dall’Organo di Revisione Interno dei Conti, riguardante l’ostilità degli uffici comunali di suo riferimento nello svolgimento delle sue funzioni. Sui conflittuali rapporti di collaborazione tra lo stesso Organo e l’Amministrazione comunale, recentemente sfociati nella totale inosservanza dei pareri di negatività del primo, su deliberazioni valutate illegittime per composizione o per lesioni di diritti di terzi. Deliberazioni, tanto per intendersi, non di poco conto o soltanto di carattere intrattenimentale. Ma Atti Deliberativi aventi un’influenza esiziale e diretta sul bene collettivo della città, sul suo presente e futuro sviluppo, sullo stato sociale, sulle condizioni economiche delle famiglie e dei bilanci aziendali degli operatori commerciali. Solo il tempo, che ci auguriamo sia il più breve possibile, riuscirà a vincere il silenzio dei citati possibili “argonauti” e, allora, il popolo, probabilmente ancora sovrano, conoscerà i loro nomi e i loro volti! Il nostro auspicio è che tale fuga dall’opposizione non diventi una vera e propria pandemia! Ci resteremmo oltremodo male se il contagio colpisse l’intera minoranza consiliare. Vorrebbe dire che dovremmo prepararci a fare i solenni funerali alla “Democrazia”, immolata sull’altare della convenienza politica e del benessere personale!

 

Italia Viva in provincia di Cosenza deve ripartire dai territori. La grande partecipazione di iscritti, simpatizzanti e amministratori all'assemblea di ieri dimostra che c'è interesse e considerazione per il nostro progetto. Questo interesse rappresenta un patrimonio da non disperdere, bisogna costruire un percorso che metta in campo una proposta riformista, moderata e democratica. Siamo lontani dai populisti e dai demagoghi e, soprattutto, da chi ha portato nella politica italiana un insopportabile clima di odio che nulla c'entra con la democrazia. Come sottolineato da Matteo Renzi a Diamante la politica è civiltà, non odio. A tal proposito non posso non fare mio un altro pensiero espresso dal nostro leader pochi giorni fa circa il futuro della Calabria. Dobbiamo tutti fare il nostro in bocca al lupo al Presidente Roberto Occhiuto perché la buona riuscita del prossimo governo regionale significherebbe il rilancio della nostra regione. Per questo è necessario instaurare un clima di collaborazione volto solo al bene dei cittadini. In questo senso, non posso non ringraziare il neo Consigliere Regionale, Pierluigi Caputo, che ha voluto portare il suo saluto".

Vicinanza alla manifestazione anti fascista di Roma è stata espressa nel corso dell'incontro dei tesserati Italia Viva della Provincia di Cosenza che si è tenuta a Diamante (Cs). Presenti oltre al Senatore Ernesto Magorno, il Coordinatore Regionale Davide Lauria, la coordinatrice della Città di Cosenza, Nunzia Paese, numerosi amministratori locali con il saluto del Sindaco di Aprigliano, Alessandro Porco, e presenze da Cosenza, Rogliano. In sala anche l'ex Sindaco di Belvedere Vincenzo Cascini.

 

 

A Belvedere possiamo affermare con certezza che c’è qualcosa che non funziona. Non per i candidati a sindaco, per carità: tutte ottime persone, oneste e di sani principi morali, ma è sul piano amministrativo e nella gestione della “cosa pubblica” che hanno mostrato di essere carenti. I social poi, in questo periodo, urlano tutti la stessa cosa: cambio generazionale. La colpa da additare agli elettori che scelgono sempre le stesse persone, i famosi “portatori di voti”, poco restii a lasciare il passo al “nuovo”.

E allora vedi che si ritorna a parlare di nomi della vecchia nomenklatura. Adesso Enrico Granata fila con il suo ex vicesindaco Vincenzo Spinelli e insieme pensano di riportare in auge il vecchio (ma proprio vecchio) gruppo dei quattro lustri. Nessuno escluso. Ed ecco che vedi spuntare i nomi di Santino Stumbo (ora al consorzio Valle Lao), di Ciro Campilongo, di Mario D’Aprile. Una possibile candidatura può essere quella di Gilberto Raffo, ex assessore comunale ed ex consigliere provinciale. Estro e determinazione ne hanno caratterizzato il percorso politico.

Sull’altro fronte spiccano i nomi di Eugenio Greco, di Barbara Ferro, di Ugo Massimilla. Resta solo da vedere cosa si stabilirà in casa Fiorillo-Filicetti, se decideranno di far scendere in campo la candidata alle regionali Maria Rachele Filicetti o optare per una alleanza.

Tutti nomi spendibili ma che per essere credibili devo chiudere accordi altrimenti il gioco passerebbe nelle mani di Vincenzo Cascini che, al momento, è l’unico che ha palesemente indicato la propria intenzione di ricandidarsi.

An.tr.

La ragion d'essere di ogni forza politica, benché ciascuna rappresenti  il punto di vista di una parte ( partito) della società, è il bene comune. Gli strumenti per perseguire  questo, che è il fine ultimo dell'agire politico, sono il progetto, la proposta, la critica, la competizione politica. Sbaglia chi confonde lo strumento con il fine, e non ha torto il nostro amico Troya a lamentare che in questa fase di commissariamento del  Comune latitano le sollecitazioni, i suggerimenti, le critiche. Quasi che, venuta meno la competizione, non importi più il bene comune.

Per noi di Belvederecambiaverso, il commissariamento non costituirà una vacatio dell'impegno politico : continueremo a parlare di illuminazione pubblica, di viabilità, di acqua e depurazione, di scuola e dei tanti, troppi, problemi irrisolti. In questo  modo il naturale distacco della figura commissariale  dai  cittadini viene attenuato dall’azione di Belvederecambiaverso, punto di riferimento e collegamento, fattore di sollecitazione, portatore instancabile delle istanze della comunità. È così che ci prepareremo alle prossime elezioni amministrative, la cui importanza decisiva non sfugge a nessuno.

Per Belvederecambiaverso,

Lucio Bencardino, Loretta Maccagnan, Riccardo Ugolino.

 

E' un attacco in piena regola quello dell'ex candidato a sindaco del Comune di Belvedere del M5S, Renato Cipolla, nei confronti del Partito Democratico. Ma sopratutto verso l'attuale segretario, Ugo Massimilla. Una critica feroce verso una linea politica del partito, quella base riformista di cui Massimilla fa parte e che certamente non getta le basi per un futuro accordo in vista delle prossime comunali.  Eppure, lo stesso segretario Pd ha portato un considerevole numero di voti al proprio candidato alle regionali, (Mimmo Bevacqua) contribuendo alla sua elezione.

"Sono pienamente d’accordo - scrive Cipolla - che non ci siano “investiture divine”. Tuttavia ritengo propedeutico per Belvedere, se si vorrà costruire una coesa alleanza politica progressista fra PD - M5S 2050 - LeU - SI - Verdi - Società Civile per le elezioni comunali amministrative del 2022 o 2023, che fin da ora il Circolo del PD belvederese facesse chiarezza al suo interno, in modo da trovare quella compattezza e fermezza necessaria per esautorare quella zavorra d’iscritti che fanno parte della corrente “Base Riformista”, fautrice di quel renzismo bieco e strisciante che tanti disastri ha provocato a livello nazionale, favorendo la caduta del governo Conte 2. Da osservatore esterno al PD ma da sempre portatore di un’idea di sinistra sociale e democratica, legata ai bisogni reali della gente, sostengo che è giunto il momento di far valere l’idea di una nuova linea politica, considerando i seguenti due aspetti: 1) La nomina del nuovo segretario nazionale Enrico Letta e le sue proposte di “cambiamento” del partito adoperando come lui afferma “anima e cacciavite”; 2) La prospettiva di formare, nel nostro paese, una coalizione con Il M5S e le altre forze politiche affini alla sinistra. 

A questo punto fatta una corretta analisi politica ed alla luce dei risultati della gestione lettiana di questa ultima tornata elettorale, gli iscritti piddini belvederesi non potranno lasciare, ancora per molto, la guida del Circolo all’attuale segretario, in quanto sostenitore locale della corrente antagonista di “Base Riformista” i cui principali esponenti nazionali sono tuttora renziani: Guerini, Lotti, Marcucci, Malpezzi, Bonafè, Morani, Romano e Fiano. In tutta onestà e consapevolezza non penso che il PD sia a livello nazionale che locale possa ripartire restando sotto scacco di questi politici incoerenti e spesso trasformisti".

Antonello Troya

 

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