Non arrivavano le notifiche, bisognava aprire l’applicazione per vederle e nessuno lo faceva visto che in teoria quegli allerta sarebbero dovuti comparire sullo smartphone in maniera automatica. Ma fonti legate al dipartimento dell’Innovazione fanno ora sapere che i problemi di Immuni sugli iPhone sono finiti. Questione risolta, grazie all’intervento degli sviluppatori Bending Spoons e all’aiuto di Apple. Con la nuova versione della app per iPhone, la 2.1.3, le cose pare siano tornate in ordine.
A quanto pare l’errore di programmazione, il bug, era nell'app stessa e non nel sistema operativo iOs dell’iPhone. Non si sa quante persone ha riguardato, solo che non ha toccato tutti. Basta scaricare l’ultima versione dell’app per non correre rischi.
Germania, Olanda e Irlanda, che fra gli altri usano la stessa piattaforma Apple e Google sulla quale è stata costruita Immuni, non hanno riscontrato problemi simili. L’ipotesi avanzata, ma tutta da verificare, è che nel loro caso si è partiti da una versione del software, l’application programming interface (Api) per esser precisi, successiva alla nostra. L’Italia infatti è stata fra le prime ad usare la piattaforma dei due colossi della Silicon Valley destinata al tracciamento dei contatti.

L'effetto negativo prodotto dalla pandemia nel 2020 nel settore delle comunicazioni "è stimabile tra i 4 e i 6 miliardi".

E' quanto si legge nella Relazione Annuale dell'Agcom nel suo approfondimento "Le comunicazioni nel 2020". In particolare l'Autorità prevede "un valore complessivo del settore delle comunicazioni che alla fine del 2020 potrebbe scendere al di sotto dei 50 miliardi di euro, con una perdita rispetto al 2019 dai 3 ai 5 miliardi, corrispondente a una variazione compresa tra il -6% e il -10 per cento".

"Guardando, dunque, a quello che avrebbe potuto essere l'andamento complessivo del sistema delle comunicazioni nel 2020 in assenza dell'evento congiunturale, l'effetto negativo prodotto dall'epidemia - precisa l'Agcom - è stimabile tra i 4 e i 6 miliar

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